Controllo del cinghiale, approvata la nuova disciplina

RedazioneRedazione30/06/20202min295
Cinghiale

La Giunta provinciale ha approvato la nuova disciplina che regola il controllo del cinghiale in provincia di Trento. L’obiettivo è riordinare la materia per renderla più chiara ed accessibile lasciandone intatta la sostanza, frutto dell’esperienza acquisita e del confronto con i soggetti interessati. Dall’applicazione della disciplina in vigore, aggiornata nel 2019 con l’obiettivo di semplificare e rendere maggiormente efficace il controllo della specie, è emersa la necessità di riorganizzare ancora la materia.
È stata, innanzitutto, rivista la definizione della zonizzazione del territorio provinciale, che lo differenzia in funzione della presenza stabile o meno del suide e che ha un impatto diretto sull’applicazione della disciplina, sono stati puntualmente elencati gli interventi di monitoraggio in capo all’Ente gestore, alcuni articoli sono stati riscritti, semplificandoli ulteriormente, ed è stata disciplinata nel dettaglio l’attività di pasturazione, finalizzata ad attirare i cinghiali per catturarli, sottolineando la differenza con il foraggiamento, il cui divieto è chiaramente dichiarato. Oltre a queste sono state apportate altre modifiche, più di forma che di sostanza, sempre con l’intento di semplificare e chiarire gli obiettivi e l’operatività della disciplina, ed è stato rivisto in parte l’ordine di titoli, capi e articoli.
La Provincia e l’Ente gestore della caccia continuano a cooperare nel perseguimento delle finalità di controllo attraverso il personale del Corpo forestale ed i controllori, soggetti muniti di specifica abilitazione conseguita con la partecipazione ad un apposito corso di formazione.
La Provincia autonoma di Trento – si legge nel provvedimento – considera il cinghiale una specie problematica in considerazione del suo impatto sulle colture agricole, sugli equilibri ecologici e sulla fauna selvatica: vanno scoraggiate quindi azioni di immissione abusiva e sono da evitare sia l’espansione sia l’immigrazione spontanea dai territori confinanti.

La Busa

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