Ciclovia del Garda, video-denuncia della senatrice Floridia (Verdi): “Colata di cemento a Baitone”

Redazione31/08/20256min
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Un sogno di mobilità lenta e turismo sostenibile che rischia di trasformarsi in una ferita sul paesaggio gardesano. La Ciclovia del Garda, il grande progetto del Ministero delle Infrastrutture che promette di unire le tre sponde del lago con un unico percorso ciclabile panoramico, si trova di nuovo al centro di polemiche. Questa volta alza la voce la senatrice melsinea dei Verdi, Aurora Floridia, che con un sopralluogo a Navene ha denunciato pubblicamente, sul suo profilo Facebook, la “colata di cemento” che sta trasformando la costa a nord di Malcesine, in località Baitone, in un cantiere che cancella spiagge e bosco.

Un cantiere milionario che divide

Il tratto incriminato è parte di un’opera da 7,4 milioni di euro, finanziata in parte con fondi dei Comuni confinanti – quindi anche soldi trentini – e realizzata da Veneto Strade per conto della Regione Veneto. Responsabile dell’intervento è l’ingegnere Francesco Misdaris, che ha un doppio ruolo: per il Comune di Malcesine e come commissario straordinario per l’intero tracciato trentino.

Il progetto a Navene prevede un percorso misto: un tratto direttamente sulla spiaggia, una nuova galleria e una sezione a sbalzo accanto alla carreggiata. Ma è proprio la parte in spiaggia a sollevare più di una perplessità: gli alberi abbattuti, la muraglia di cemento a ridosso della battigia e la trasformazione di un’area che gli abitanti dell’Alto Garda conoscevano come angolo di quiete e natura.

 

 

La denuncia della senatrice Floridia

Floridia non usa mezzi termini:

“È una nuova colata di cemento a ridosso della spiaggia di Navene – ha dichiarato – proprio non mi capacito del disastro che si sta compiendo in nome di una Ciclovia che poi sfocerà nel nulla, perché finirà prima del confine con il Trentino, dove il sindaco di Nago-Torbole ha già detto di non volere carpenteria metallica di nessun tipo”.

Il rischio, secondo la senatrice, è che la ciclovia diventi un “fondo cieco”, costringendo ciclisti e turisti a tornare indietro o peggio a immettersi nelle gallerie della Gardesana orientale, tutt’altro che sicure per la mobilità ciclabile.

Floridia insiste anche sulla contraddizione tra il marketing territoriale che promuove il lago come patrimonio naturale e la realtà di cantieri invasivi:

“È una follia deturpare così l’ambiente e il paesaggio. Ogni volta che passo a Baitone mi si contorce lo stomaco a vedere la devastazione in corso. Mi chiedo se questo è il modo di valorizzare le nostre coste preziose”.

La ciclovia che non c’è (ancora)

La Ciclovia del Garda è stata immaginata come una delle opere simbolo per il cicloturismo italiano: oltre 160 km attorno al lago, con tratti panoramici sospesi sull’acqua e connessioni con le grandi ciclovie nazionali. Ma la sua realizzazione procede a singhiozzo, a seconda delle decisioni e delle resistenze dei singoli territori.

Il Veneto ha accelerato con cantieri come quello di Navene, la Lombardia è in fase progettuale, mentre il Trentino resta in attesa, frenato da vincoli paesaggistici e scelte politiche: il sindaco di Nago-Torbole, Gianni Morandi, ha ribadito più volte la contrarietà a strutture invasive come passerelle metalliche a sbalzo.

Il rischio è che, almeno nel breve periodo, la ciclovia diventi un mosaico incompleto: alcuni tratti spettacolari alternati a interruzioni che vanificano l’idea di un anello ciclabile continuo.

Sostenibilità o contraddizione?

L’opera nasce con l’obiettivo di promuovere il turismo sostenibile, incentivando l’uso della bicicletta e riducendo l’impatto del traffico automobilistico sul lago. Ma le immagini del cemento che avanza sulle spiagge alimentano la sensazione di una contraddizione: per rendere più accessibile la natura, si finisce col snaturarla.

Il dibattito che si sta aprendo attorno al tratto di Navene va oltre i confini comunali e regionali: riguarda l’intero equilibrio tra sviluppo turistico, tutela del paesaggio e modelli di mobilità futura. Una tensione che, sul Garda, si sta trasformando in un banco di prova politico e culturale.

La partita ancora aperta

Se la Regione Veneto e la Provincia di Trento difendono la bontà del progetto e procedono con i lavori, il fronte critico guidato da associazioni ambientaliste e da voci istituzionali come quella della senatrice Floridia promette battaglia. E intanto il lago resta spettatore e vittima di un’opera che, nata per unire, rischia di dividere. (n.f.)