Cartiere in difficoltà, Sindacati in allarme per occupazione e produzione

Redazione22/10/20263min
20190629IMG_7586 RIVA CARTIERA DEL GARDA

Il futuro delle cartiere dell’Alto Garda preoccupa sempre di più le organizzazioni sindacali, che lanciano un allarme sulle prospettive occupazionali di uno dei comparti industriali più importanti del territorio. Sono circa 1.200 i posti di lavoro diretti sui quali la UIL FPC del Trentino richiama l’attenzione, chiedendo un intervento immediato della Provincia autonoma di Trento.

 



 

A prendere posizione sono il segretario generale aggiunto Claudio Zucchellini e il coordinatore dei Dipartimenti Alan Tancredi, che denunciano il rischio di un progressivo ridimensionamento della produzione, con pesanti conseguenze per i lavoratori e per l’economia locale.
Nel territorio operano importanti realtà industriali come Cartiere del Garda, Fedrigoni Arco, Fedrigoni Varone, Arconvert e Papier Garda, alle quali il sindacato affianca Sappi Condino nel quadro del comparto trentino. Una filiera che, secondo la UIL, coinvolge complessivamente circa 1.400 addetti, oltre a un significativo indotto di imprese e servizi.
I primi segnali della crisi sono già evidenti. Nelle ultime settimane alcune realtà produttive hanno avviato procedure di cassa integrazione, alimentando le preoccupazioni per il futuro occupazionale.
«Non siamo di fronte soltanto a un problema di competitività delle imprese, ma a una questione sociale che riguarda direttamente centinaia di famiglie del nostro territorio», sottolineano Zucchellini e Tancredi, ricordando come la cassa integrazione comporti anche una riduzione delle retribuzioni in un periodo già caratterizzato dall’aumento del costo della vita.
Le difficoltà locali si inseriscono in una crisi nazionale denunciata congiuntamente da Assocarta e dalle organizzazioni sindacali. Nel 2026 il prezzo del gas è aumentato del 124%, mentre le importazioni asiatiche di carta e cartone sono cresciute di oltre il 31% nel primo semestre. A livello nazionale si stimano fino a sette milioni di ore di cassa integrazione nell’anno.
Ma è soprattutto alla politica provinciale che la UIL rivolge le proprie critiche. «Ci chiediamo dove sia la politica industriale provinciale e quale attenzione l’assessore competente intenda riservare a un comparto così importante per l’economia trentina», affermano i rappresentanti sindacali, lamentando l’assenza di iniziative concrete nonostante le ripetute sollecitazioni.
La richiesta è quella di convocare urgentemente un tavolo di confronto tra Provincia, aziende e organizzazioni sindacali per esaminare la situazione dei singoli stabilimenti, le prospettive produttive, gli investimenti e gli strumenti necessari a salvaguardare l’occupazione.
La UIL sostiene inoltre le richieste nazionali di interventi per contenere i costi energetici e garantire condizioni di concorrenza più equilibrate rispetto ai produttori extraeuropei.
«Difendere le cartiere dell’Alto Garda significa difendere 1.200 posti di lavoro diretti, un indotto fondamentale per il territorio e un patrimonio industriale che non possiamo permetterci di perdere», concludono Zucchellini e Tancredi, rivolgendo un ultimo appello alla Giunta provinciale: «La crisi è già arrivata nei nostri stabilimenti. La politica provinciale non può accorgersene soltanto quando sarà troppo tardi».