Arco, nuova vita per la fontana di Vigne: “Bellezza ritrovata”

Un gesto semplice, ma carico di significato: restituire alla comunità un pezzo della propria storia. È stata inaugurata nei giorni scorsi a Vigne di Arco la fontana restaurata che da oltre un secolo rappresenta un punto identitario per il territorio.
Al momento inaugurale hanno partecipato la sindaca Arianna Fiorio, alcuni consiglieri comunali, cittadini e i rappresentanti del Comitato di Partecipazione di Romarzollo. Un’occasione breve ma sentita, che ha riportato al centro una testimonianza concreta della vita quotidiana di un tempo.
“Una fontana rinnovata, una bellezza ritrovata”, ha commentato l’assessore alle opere pubbliche e cultura Massimiliano Floriani, sottolineando il valore simbolico e culturale dell’intervento.
La fontana di Vigne ha origini profonde: fu voluta dagli abitanti della frazione e realizzata nel 1856, accanto a quello che allora era il municipio dell’ex Comune di Romarzollo. Non solo un elemento decorativo, ma un’infrastruttura essenziale per la vita della comunità, nata con l’obiettivo di garantire l’accesso all’acqua potabile.
Il recente restauro, portato avanti nei mesi scorsi dall’amministrazione comunale, si inserisce in un progetto più ampio. “L’intervento fa parte di un incarico che prevede il recupero di sei fontane e lavatoi tra Arco, Romarzollo e Oltresarca, attualmente ancora in corso”, ha spiegato Floriani, evidenziando come si tratti di un percorso strutturato e non di un’azione isolata.
Determinante, in questa operazione, è stata la supervisione tecnica di Luca Sartori dell’ufficio patrimonio del Comune, che ha seguito le fasi del recupero con attenzione agli aspetti storici e conservativi.
Ma al di là dell’intervento materiale, il significato dell’operazione va oltre. “La tutela, la valorizzazione e il recupero di manufatti storici e artistici di pregio sono azioni importanti per tramandare le nostre tradizioni, la memoria e i segni architettonici della nostra comunità”, ha ribadito l’assessore Floriani.
La fontana di Vigne torna così a essere non solo un elemento urbano riqualificato, ma anche un simbolo di continuità tra passato e presente. Un piccolo intervento, inserito però in una visione più ampia di valorizzazione del patrimonio diffuso, che contribuisce a rafforzare l’identità delle frazioni e il legame tra cittadini e territorio.
(n.f.)












