Arco, l’antenna 5G di Bolognano mette alla prova gli ambientalisti

Redazione09/10/20265min
arco fucina tralicci

Prima le promesse elettorali sulla limitazione del Wi-Fi nelle scuole e un atteggiamento precauzionale verso il 5G, poi una nuova antenna installata nei pressi del campo sportivo di Bolognano, utilizzato dalla società sportiva Stivo, ai piedi dell’omonimo monte. Ad Arco torna a infiammarsi il confronto politico sui campi elettromagnetici, con Fucina Comune che punta il dito contro la maggioranza della sindaca Arianna Fiorio, accusandola di aver dimenticato le battaglie ambientaliste del passato. Una polemica che riporta al centro anche una questione delicata: i possibili effetti sulla salute delle nuove tecnologie di trasmissione e la necessità di garantire informazioni scientifiche corrette ai cittadini.

 



 

A riaccendere il dibattito è un lungo intervento pubblicato sui social da Arco Fucina Comune, movimento civico politico di cui Barbara Zanoni è portavoce, accompagnato da due immagini: la fotografia del traliccio di Bolognano e un estratto del programma elettorale delle forze politiche che oggi compongono la maggioranza arcense.
Nel documento, alla voce Campi elettromagnetici, si legge: «È opportuna la limitazione del wi-fi da asili nido, scuole materne, scuole elementari e medie e luoghi di cura». E ancora: «Per la tecnologia 5G verrà assunto un atteggiamento precauzionale». Parole che, secondo il movimento, mal si conciliano con la presenza della nuova infrastruttura.

Dalle battaglie ambientaliste alle responsabilità di governo
«C’era una volta il partito delle antenne. E c’è ancora… ma solo quando conviene!», esordisce provocatoriamente Fucina Comune, ricordando le campagne, le proteste e gli allarmi che hanno accompagnato il dibattito sulle telecomunicazioni ad Arco. «Negli anni abbiamo sentito di tutto: allarmi, paure, comitati e scenari apocalittici. Sembrava che ad Arco, tra un’antenna e l’altra, non dovesse sopravvivere più nessuno». Poi l’affondo politico: «Improvvisamente, la responsabilità era di quelli di prima, della Provincia, di qualcun altro. Insomma, tutti colpevoli tranne chi amministrava in quel momento».
Il movimento contesta quella che considera una distanza tra le posizioni sostenute prima delle elezioni e l’atteggiamento assunto durante l’esperienza amministrativa.
Resta tuttavia da chiarire quale sia stato l’effettivo ruolo dell’attuale amministrazione nell’iter autorizzativo dell’impianto, quando siano state assunte le decisioni e quali margini d’intervento fossero concretamente disponibili al Comune.

Il 5G e la salute: cosa sappiamo davvero?
Al di là dello scontro politico, rimane il tema sanitario. Le tecnologie wireless utilizzano campi elettromagnetici a radiofrequenza, studiati da decenni per valutarne i possibili effetti sull’organismo.
Secondo le valutazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), non è stato dimostrato un rapporto causale tra esposizioni alle tecnologie wireless entro i limiti raccomandati e conseguenze dannose per la salute. La ricerca continua, soprattutto sugli effetti a lungo termine, mentre restano fondamentali misurazioni, controlli e rispetto dei limiti normativi.
La presenza di un traliccio, da sola, non permette quindi di stabilire né l’esposizione effettiva della popolazione né eventuali rischi sanitari.

«La scienza non cambia colore politico»
La stessa Fucina Comune riconosce la necessità di affrontare il tema senza sostituirsi agli esperti: «Le valutazioni tecniche sull’effetto ombrello e sulla scelta della posizione vanno affrontate sulla base di dati, misurazioni e competenze, non di slogan». Ma insiste sulla coerenza politica: «Il problema non è discutere di antenne. Il problema è trasformare questioni scientifiche complesse in battaglie elettorali, alimentare paure e poi, una volta al governo, scoprire improvvisamente il fascino del pragmatismo attribuendo pure responsabilità ad altri». E conclude: «Un’antenna non diventa pericolosa quando si è all’opposizione e innocua quando si amministra. La scienza non cambia colore a seconda della maggioranza. La coerenza, a quanto pare, qualche volta sì».
Il confronto, ora, potrebbe diventare l’occasione per chiarire l’iter dell’installazione, rendere pubbliche le valutazioni tecniche e verificare come siano stati applicati gli impegni elettorali. Perché la diffusione delle nuove tecnologie richiede infrastrutture efficienti, ma anche trasparenza, controlli e risposte documentate alle domande dei cittadini.
(nf)