“Addio Lino Gobbi, messaggero di Pace”

Redazione08/01/20213min
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La scomparsa del reduce Lino Gobbi ad Arco ha destato profonda amarezza in città: era un uomo molto legato alla comunità per la sua profonda esperienza di vita e per il messaggio di pace che non smetteva mai di comunicare durante gli incontri pubblici o con gli studenti nelle scuole dell’Alto Garda.
Tra le molte persone che gli sono state vicine e che ne hanno apprezzato il suo messaggio c’è anche il professor Alessandro Parisi, che vi ha inviato un sentito ricordo.
“Lino Gobbi l’avevo conosciuto nel dicembre del 1998, quando mi aveva chiesto di collaborare con lui alla realizzazione di un libro che raccontasse le sue drammatiche esperienze di guerra e di prigionia nel corso della 2^ Guerra Mondiale. E quel libro, “Quei Natali senza campane”, è uscito nel 2000 suscitando grande interesse per quanto in esso rappresentato. Da allora Lino Gobbi è entrato frequentemente nelle scuole per lasciare un suo messaggio di pace, di solidarietà fra le genti. “Mai più guerre” diceva e le sue narrazioni ne erano un tangibile monito. In seguito ha dato alle stampe anche la raccolta di poesie intitolata “Bisogna aver dato molto per capire che non si è fatto abbastanza”, in cui è ben intuibile la sua filosofia di vita, incentrata sull’impegno civile e sull’amore verso gli altri.
Il prossimo 9 febbraio avrebbe compiuto 100 anni e per l’importante traguardo gli Alpini di Arco gli avevano preparato una sorpresa: la ristampa di “Quei Natali senza campane”. Purtroppo non potrà vedere realizzato questo suo sogno di rivedere diffuso quel libro che permette di ripercorrere il periglioso cammino che Lino Gobbi, fra faticosissime marce al freddo della lontana Russia e lunghe e dolorose giornate passate nel carcere duro di Butzbach in Germania, è riuscito alla fine a portare a termine tornando a casa dai suoi desiderati familiari: la moglie Anita, i figli Lucia, Cecilia e Tarcisio… e alla sua campagna, alla quale avrebbe dedicato quasi tutto il resto dei suoi giorni.
Lino Gobbi non è più con noi, “è passato avanti”, come dicono gli Alpini, ma quando lo vorremo ancora incontrare basterà prendere in mano “quel suo diario povero povero”, come amava definire quel suo libro, e Lino sarà ancora con noi.
Da parte mia non posso per ringraziarlo per quanto mi ha dato sul piano umano, particolarmente riferito ai tanti buoni sentimenti che lui manifestava. Questi vent’anni di grande ed affettuosa amicizia sono stati per me molto importanti. Grazie di nuovo, Lino!”.

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