Piscina di Riva, il centrodestra si divide sull’ex Atlas: Cantone dice no, Betta frena, Aldrighetti rilancia

Una piscina ancora da progettare, un’area industriale tutta da valutare e tre diverse idee sul futuro sportivo di Riva del Garda. Il dibattito sull’ex Atlas finisce per mettere in evidenza anche le differenti sensibilità del centrodestra e delle realtà civiche che gravitano attorno all’opposizione rivana. Sullo sfondo, una questione che riguarda non soltanto le infrastrutture sportive, ma anche la tutela del lavoro e degli spazi produttivi.
La particolarità politica è che l’ex Atlas figurava tra le ipotesi considerate nel programma elettorale della coalizione che sosteneva Silvia Betta, candidata sindaca alle ultime amministrative. Oggi, tuttavia, emergono orientamenti tutt’altro che uniformi.
A prendere nettamente le distanze da quella localizzazione è Evan Cantone, dirigente del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia. «L’opzione ex Atlas è da scartare», sostiene, richiamando la presenza di strutture e attività delle Cartiere del Garda, tra cui magazzini, parcheggi, uffici e Garda Adesivi. Cantone propone invece la Baltera o l’area adiacente a via Sant’Andrea, rilanciando il progetto di una Cittadella dello Sport capace di offrire all’Alto Garda un impianto di livello superiore rispetto all’attuale Meroni.
Più articolata la posizione del PATT, rappresentato dall’ex vicesindaca Silvia Betta. Gli autonomisti non escludono a priori un approfondimento sull’ex Atlas, ma chiedono condizioni precise.
«Trattare l’area ex Atlas come se fosse uno spazio vuoto “pronti via” dimostra una superficialità disarmante», avverte Betta.Prima di qualsiasi scelta, il PATT ritiene indispensabile aprire un confronto con la proprietà, le aziende, i lavoratori e i sindacati, garantendo alternative adeguate agli spazi eventualmente interessati e la piena tutela occupazionale.
A sostenere con maggiore convinzione la possibilità di approfondire l’ex Atlas è invece Voce Comune per Riva, guidata da Elisabetta Aldrighetti. «L’ex Atlas è tra le localizzazioni migliori per la futura piscina sovracomunale», afferma Aldrighetti, precisando però che gli oltre 400 lavoratori delle Cartiere meritano il massimo rispetto e che un’eventuale trattativa non dovrà penalizzarli.
Tre posizioni, dunque, e una questione comune: trovare spazio per una piscina moderna senza compromettere il patrimonio industriale.
La frammentazione delle proposte conferma quanto sia ancora lontana una visione politica condivisa su un’infrastruttura che dovrebbe servire non soltanto Riva, ma l’intera comunità dell’Alto Garda e Ledro. (n.f.)










