Arconvert, sospesa la cassa integrazione: i sindacati chiedono chiarezza

La cassa integrazione viene sospesa e lo stabilimento torna a pieno regime. Ma quella che potrebbe apparire come una buona notizia per i lavoratori di Arconvert apre anche interrogativi sulle ragioni che avevano portato al ricorso agli ammortizzatori sociali. È questo il nuovo capitolo della delicata situazione occupazionale dell’azienda di Arco, appartenente al gruppo Fedrigoni.
La sospensione decorre da oggi, venerdì 23 ottobre, a poco più di una settimana dall’avvio della cassa integrazione a rotazione.
A darne notizia sono Slc Cgil e Uil Fpc, che insieme alle rappresentanze sindacali aziendali avevano sollevato perplessità sulla gestione della riduzione dell’attività lavorativa.
Secondo Antonio Mele della Slc Cgil e Claudio Zucchellini della Uil Fpc, durante il periodo di cassa integrazione i volumi produttivi sarebbero rimasti sostanzialmente invariati, nonostante l’impiego di un numero inferiore di lavoratori. «Un numero inferiore di lavoratori è stato impiegato nei quantitativi standard di produzione», osservano i rappresentanti sindacali, chiedendo chiarimenti alla direzione aziendale. I sindacati precisano di non essere contrari agli ammortizzatori sociali quando esistono effettive difficoltà produttive, ma ricordano che la cassa comporta sacrifici economici, soprattutto per i dipendenti più fragili e per i lavoratori somministrati.
Nei prossimi giorni è previsto un confronto con l’azienda.
La vicenda si inserisce in una situazione più ampia di difficoltà dell’industria cartaria trentina, già raccontata da La Busa online nelle scorse settimane.
Anche Cartiere del Garda, a Riva, ha avviato procedure di cassa integrazione, mentre il comparto provinciale, che occupa circa 1.500 lavoratori, risente dei costi energetici e della concorrenza internazionale. Le organizzazioni sindacali chiedono alla Provincia un tavolo con imprese e Confindustria per affrontare le criticità strutturali del settore.
Ad Arco il ritorno alla piena attività di Arconvert rappresenta un segnale positivo nell’immediato, ma non cancella le domande sulla gestione della crisi. Saranno il confronto sindacale e le prospettive degli ordinativi a chiarire se questa sospensione segni una svolta destinata a durare. (n.f.)










