Nuovo parcheggio a Caneve, il Vicesindaco difende il sopraelevato: «L’interrato costerebbe il doppio»

Redazione21/10/20265min
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Un parcheggio sotterraneo a Caneve? Tecnicamente possibile, ma con costi che potrebbero arrivare quasi al doppio rispetto alla soluzione sopraelevata. Il vicesindaco di Arco, Marco Piantoni, interviene direttamente nella battaglia politica che da settimane accompagna il futuro di una delle principali porte d’accesso alla città. E lo fa con una lunga riflessione pubblicata sui social, nella quale risponde alle contestazioni dei cittadini, difende le valutazioni della Giunta Fiorio e annuncia nuovi momenti di confronto pubblico, in vista del prossimo passaggio in Consiglio comunale.

 



 

Al centro della discussione c’è il progetto da circa 6,6 milioni di euro per riqualificare il parcheggio Alla Sarca, in località Caneve, portando gli attuali 120 posti auto a circa 245, oltre agli spazi destinati ad autobus, camper e biciclette. Una struttura sopraelevata, con elementi metallici e schermature verdi, individuata dall’amministrazione dopo l’esame di diverse alternative progettuali.
Una scelta che ha acceso la protesta. A settembre Roberto Malfer e Dave Michelotti hanno depositato una petizione con 412 firme, successivamente indicate dai promotori in 420, chiedendo di fermare o rivedere il progetto e approfondire l’alternativa interrata. Il timore riguarda soprattutto l’impatto paesaggistico di una struttura destinata a modificare la percezione dell’area, anche dalle pendici del Castello.
Alle contestazioni si sono aggiunte le prese di posizione delle opposizioni: il PATT, con Carlo Pedergnana, ha chiesto chiarimenti tecnici ed economici; l’ex assessore Nicola Cattoi, oggi consigliere di Campobase, ha sollevato dubbi sull’impatto visivo, mentre Fucina Comune ha rilanciato l’ipotesi di un parcheggio sotterraneo vicino al Casinò.
Da ultimo, Voce Comune per Arco, attraverso Elisabetta Aldrighetti e Gianluigi Maino, ha proposto una terza strada: distribuire diversamente la sosta utilizzando aree già trasformate, senza concentrare l’intero investimento in una sola struttura.
È in questo clima che arriva la risposta di Piantoni.
«Un parcheggio interrato si può realizzare quasi sempre», riconosce il vicesindaco della giunta Fiorio, richiamando anche l’esempio di Riva del Garda. Ma il problema, precisa, «non è se si possa fare, ma a quale costo, in quali tempi e con quali rischi».
Secondo le valutazioni preliminari richiamate dall’amministratore arcense, un parcheggio sotterraneo, a parità di posti auto, comporterebbe mediamente una spesa superiore del 50%, fino a sfiorare il doppio nelle situazioni più problematiche legate alla presenza d’acqua. Una questione particolarmente rilevante a Caneve, considerata la vicinanza del fiume Sarca.
Piantoni chiarisce inoltre perché non siano stati elaborati due progetti completi da mettere a confronto: «Un progetto di fattibilità per un’opera di questo tipo non costa decine di migliaia di euro, ma centinaia di migliaia di euro». E anche con studi approfonditi, osserva, le incognite del sottosuolo potrebbero essere superate soltanto durante gli scavi.
Resta però proprio questo uno dei punti contestati dai critici: senza un approfondimento progettuale equivalente, quanto è possibile confrontare concretamente le due soluzioni?
Il vicesindaco interviene anche sull’impatto paesaggistico.
Nell’area, ricorda, sorgono già Villa San Pietro e la caserma dei Vigili del fuoco. In questo contesto, sostiene, «un volume basso, mascherato e circondato dal verde» potrebbe migliorare la percezione complessiva, schermando parzialmente gli edifici esistenti.
Altro capitolo, quello della partecipazione. Il vicesindaco Piantoni respinge l’accusa di non aver ascoltato i cittadini, ricordando che il potenziamento di Caneve era emerso nel percorso partecipativo del Piano urbano della mobilità sostenibile, approvato nel 2023. Inoltre, la sopraelevazione figurava esplicitamente nel programma elettorale della coalizione, con l’indicazione di strutture «mascherate dalla vegetazione». La petizione, aggiunge, è stata esaminata dagli uffici e ha ricevuto una risposta motivata. «Ascoltare non significa dare ragione a tutti: significa valutare con serietà e spiegare le proprie scelte».
La questione tornerà ora all’attenzione del Consiglio comunale, dopo il rinvio del precedente passaggio, mentre Piantoni assicura che saranno illustrati i diversi scenari e organizzati incontri pubblici aperti alla cittadinanza.
Il confronto, dunque, resta aperto. Da una parte la Giunta, convinta che il sopraelevato rappresenti la soluzione più sostenibile sotto il profilo economico e funzionale. Dall’altra invece cittadini e forze politiche che chiedono ulteriori verifiche prima di una scelta destinata a incidere sul paesaggio cittadino per molti anni. Perché a Caneve non è in discussione soltanto dove parcheggiare le automobili, ma anche quale volto dare a uno degli ingressi più significativi della città di Arco. (n.f.)