Variante di Torbole: la Provincia guarda al Linfano, cinque criticità ambientali da approfondire

La Variante di Torbole entra in una fase decisiva del confronto tecnico e ambientale. La Provincia orienta le proprie valutazioni verso le soluzioni D1 e D2, con sbocco al Linfano e attraversamento del fiume Sarca, ma proprio queste alternative presentano diversi aspetti ambientali che richiedono ulteriori approfondimenti. È quanto emerge dall’esame della documentazione preliminare dell’opera, al centro di un approfondimento pubblicato dal quotidiano Il T. Una novità che riapre il confronto sul futuro della viabilità altogardesana, mentre rimane sul tavolo anche la soluzione C sostenuta dalle categorie economiche.
L’intervento rappresenta uno dei tasselli strategici del sistema di collegamenti destinato a migliorare l’accessibilità dell’Alto Garda e a ridurre il traffico che attraversa gli abitati.
D1 e D2, il nodo dell’attraversamento del Sarca
La soluzione D1 prevede un tracciato di circa 2.730 metri, dei quali 2.230 in galleria, con un nuovo ponte sul Sarca di 65 metri.
La D2 contempla invece un attraversamento fluviale più lungo, di circa 110 metri.
La soluzione C, orientata verso la Maza, richiederebbe una galleria di maggiore estensione, evitando però l’interferenza diretta con il fiume.
Secondo la ricostruzione della documentazione tecnica, le alternative D1 e D2 richiedono approfondimenti su cinque ambiti di vincolo territoriale e ambientale, contro i tre della soluzione C.
Si tratta tuttavia di categorie di verifica, non di cinque impatti già accertati.
Sicurezza idraulica, habitat e qualità dell’aria
Particolare attenzione dovrà essere dedicata alle piene del Sarca, attraverso verifiche idrauliche riferite anche a eventi eccezionali con tempi di ritorno di cento e duecento anni.
I tecnici raccomandano inoltre approfondimenti sugli habitat fluviali e sulla fauna ittica, oltre alle valutazioni relative alla qualità dell’aria, al rumore, alle vibrazioni e alla gestione dei materiali di scavo. Da considerare anche le possibili conseguenze dei cantieri sulla viabilità esistente e sulle attività economiche e turistiche del Linfano.
La scelta definitiva non è ancora arrivata
Il documento preliminare evidenzia un orientamento tecnico verso le alternative D, ma non equivale all’approvazione definitiva del tracciato né all’autorizzazione dell’opera.
Nel frattempo, la consultazione ambientale consente ai cittadini e ai soggetti interessati di presentare osservazioni entro il 5 novembre 2026.
Resta quindi aperto il confronto tra costi, benefici per la mobilità e tutela del territorio.
La sfida sarà individuare una soluzione capace di migliorare realmente il traffico dell’Alto Garda senza sottovalutare le ricadute ambientali e paesaggistiche di un’infrastruttura destinata a incidere profondamente sul territorio.
(n.f.)










