Loppio-Busa e variante di Torbole, Campobase: «Servono scelte definitive»

Redazione30/09/20263min

Una nuova galleria che rischia di spostare il traffico da Nago a Bolognano senza risolvere davvero il problema della mobilità della Busa. È l’allarme lanciato da Campobase Garda Trentino, che torna sulla Loppio-Busa e sulla variante di Torbole chiedendo alla Provincia di recuperare una visione complessiva del sistema viabilistico dell’Alto Garda.
Il riferimento immediato è allo studio delle categorie economiche, che nei giorni scorsi ha indicato come preferibile per la variante di Torbole la soluzione con collegamento dalla Conca d’Oro alla futura rotatoria della Maza, evitando di gravare sul Linfano.
Una scelta che Campobase considera coerente con quanto sostenuto nei mesi scorsi. «La tutela ambientale e paesaggistica del Linfano era imprescindibile – sottolinea Ruggero Morandi – ed era quindi necessario giungere con il nuovo tratto stradale in galleria fino ai piedi della Maza».

 



 

Campobase invita però a guardare anche al passato. Quindici anni fa, ricorda Morandi, i Comuni di Arco, Riva del Garda e Nago-Torbole, insieme alle categorie economiche e alla Provincia, avevano condiviso un progetto complessivo che prevedeva il collegamento diretto da Passo San Giovanni fino alla zona industriale di Arco e la circonvallazione di Torbole con uscita alla Maza. «I lavori avrebbero dovuto finire in questi anni – osserva Morandi – invece abbiamo visto realizzato poco o niente».
Il timore è che l’apertura della nuova galleria possa creare nuove criticità sull’Oltresarca, soprattutto se le opere successive non saranno completate in tempi ravvicinati.
«A breve rischiamo l’inaugurazione di una nuova galleria che non risolve proprio nulla e che mette invece in seria difficoltà l’Oltresarca e buona parte del territorio del Basso Sarca».
Da qui la critica alla Provincia e alla lentezza con cui, secondo Campobase, è stato portato avanti il disegno complessivo.
«La mancata realizzazione delle altre parti del progetto, nei tempi convenuti, mantiene tutto l’Alto Garda in uno stato di emergenza non più accettabile».
Morandi parla anche di conseguenze economiche e sociali per residenti, attività produttive e turismo, e chiede ora un cambio di passo.
«Avremmo preferito fatti e non promesse e proclami – conclude –. Ma almeno adesso servono scelte e finanziamenti operativi decisivi per tutelare il nostro territorio per i prossimi decenni». (n.f.)