Variante di Torbole, le Categorie scelgono la soluzione C

Redazione25/09/20264min
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Non basta togliere il traffico da Nago e Torbole se poi lo si concentra al Linfano e sulla rotatoria del Tosi. È questo, in estrema sintesi, il cuore del nuovo documento con cui il tavolo delle categorie economiche dell’Alto Garda torna a schierarsi a favore della soluzione C per la futura Variante di Torbole, quella che collegherebbe la Conca d’Oro alla Maza. Un dossier di 13 pagine, consegnato ai sindaci nei giorni scorsi, nel quale Artigiani, Confindustria, Confesercenti, Cooperazione trentina, Asat e Coldiretti mettono sul tavolo numeri, flussi di traffico, gestione del cantiere e consumo di territorio.

 

 

La partita è tutt’altro che secondaria.
La Provincia ha finora indicato come più funzionale la soluzione D, con collegamento dalla Conca d’Oro al Linfano, sulla base degli approfondimenti trasportistici, idrogeologici e normativi condotti dalle proprie strutture. Lo stesso presidente Maurizio Fugatti aveva ribadito nei mesi scorsi che le analisi provinciali suggerivano proprio questa ipotesi.
Le categorie economiche arrivano però a conclusioni differenti.
Per loro la soluzione C, lunga poco meno di quattro chilometri e con sbocco alla nuova rotatoria della Maza, consentirebbe di distribuire meglio i flussi, alleggerire la rotatoria Tosi e ridurre la pressione sul Linfano. Il costo indicato nel documento è di circa 234 milioni di euro.
Il ragionamento parte dal traffico proveniente da Rovereto.
Secondo lo studio, con la C una quota compresa tra il 19% in inverno e il 33% in estate potrebbe imboccare direttamente la nuova galleria verso la Conca d’Oro. Con la D, invece, quella stessa componente dovrebbe transitare dalla rotatoria Tosi e da via Linfano prima di entrare nel tunnel.
Ed è qui che nasce la principale obiezione: «Nell’ipotesi C quasi il totale del flusso è incentivato a prendere la circonvallazione», mentre con la D, sostengono le associazioni, il tunnel sarebbe utilizzato solo da una quota molto più ridotta del traffico diretto verso Malcesine e Torbole. Il rischio, secondo il documento, è di arrivare a caricare Tosi e Linfano con una parte molto consistente, fino quasi alla totalità, dei movimenti interni alla Busa.
Analogo il ragionamento per i veicoli provenienti da Malcesine.
Con la C, una parte consistente dei flussi diretti verso Arco, Tenno, Ledro, Limone o Rovereto potrebbe utilizzare il collegamento Conca d’Oro-Maza. Con la D, invece, molti automobilisti potrebbero continuare a preferire la vecchia Nago-Torbole, giudicata più breve rispetto al percorso attraverso Linfano.
Altro capitolo pesante è quello del cantiere.
Le categorie ritengono la C meno invasiva perché il materiale di scavo potrebbe essere movimentato direttamente verso la Maza utilizzando anche la nuova Loppio-Busa. Con la D, invece, una parte importante della logistica graviterebbe su via Linfano, rotatoria Tosi e Torbole, sommando traffico di cantiere a quello ordinario.
Poi c’è il tema della strada stessa.
Via Linfano, larga oggi circa sette metri, potrebbe richiedere secondo il dossier un potenziamento significativo, con ulteriori espropri, tempi e consumo di suolo. La Provincia mantiene però aperto formalmente il confronto: la Variante di Torbole dispone già di 150,3 milioni di finanziamento e il quadro progettuale comprende cinque ipotesi, dalla A alla D2.
Il punto decisivo resta dunque lo stesso: dove far passare il traffico che la nuova Loppio-Busa porterà nella Busa e come evitare di risolvere un nodo creandone un altro pochi chilometri più avanti.
(n.f.)