“Ciclami tutta” per 200: “La bici vuole spazio sulla strada”

Duecento biciclette sulle strade tra Arco e Riva, più di sessanta bambini e ragazzi e un messaggio dichiarato: le bici non devono essere considerate un intralcio, ma una componente del traffico. “Ciclami tutta” ha centrato l’obiettivo della partecipazione, trasformandosi ancora una volta in una lunga e colorata pedalata collettiva. Ma la scelta di percorrere tratti della viabilità ordinaria, anziché affidarsi esclusivamente alle piste ciclabili, ha riacceso anche qualche critica.
L’edizione 2026 di “Ciclami tutta”, organizzata da Rotte Inverse con il Comitato Salvaguardia Olivaia e Vivirione e inserita nella Settimana della mobilità dei Comuni di Arco e Riva del Garda, ha raccolto circa 200 partecipanti, tra cui oltre 60 bambini e ragazzi (immagini di Alessandro Galvagni).
La partenza è avvenuta domenica mattina da via Zara, al rione De Gasperi di Riva del Garda. Da lì il gruppo ha attraversato la città, con una prima tappa in viale Dante, per poi raggiungere Arco e la Festa della pace a Villa Tappainer.
Dopo il pranzo in viale delle Palme, offerto dall’associazione Rotte Inverse, il corteo è ripartito verso Riva, con arrivo nel pomeriggio ancora al rione De Gasperi.
Nel tratto tra il centro di Arco e Riva la pedalata è stata accompagnata anche dai Pausa Merlot, protagonisti di un concerto itinerante.
Lungo il percorso non sono mancati cartelli e messaggi dedicati alla mobilità sostenibile. Il concetto scelto dagli organizzatori è stato chiaro: le biciclette non bloccano il traffico, «sono il traffico».
«Bella la reazione degli automobilisti incontrati lungo il percorso – commentano gli organizzatori – che nonostante i rallentamenti del traffico hanno manifestato comprensione, simpatia e partecipazione».
Per Rotte Inverse il bilancio è dunque positivo e l’obiettivo rimane quello di promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, capace di contribuire a migliorare salute, qualità dell’aria e vivibilità degli spazi urbani.
Accanto al successo dell’iniziativa, però, si è riaperta una discussione già nota nella Busa.
A sollevare perplessità è stata soprattutto la scelta di utilizzare la carreggiata in diversi tratti del percorso. Alcuni hanno osservato che, in presenza di piste ciclabili dedicate, la manifestazione avrebbe potuto svolgersi sfruttando maggiormente proprio quelle infrastrutture, limitando così i rallentamenti al traffico.
Una lettura diversa da quella dei promotori, che hanno invece voluto rendere visibile la bicicletta come parte integrante della mobilità urbana, non come elemento confinato ai soli percorsi ciclabili.
Due interpretazioni diverse, dunque, della stessa giornata.
Da una parte una manifestazione che ha saputo coinvolgere famiglie, giovani e associazioni. Dall’altra il tema, ancora aperto, di come far convivere nella Busa biciclette, automobili, sicurezza e viabilità quotidiana. E proprio questo, al di là della festa, resta forse il punto più interessante lasciato da “Ciclami tutta”.
(n.f.)














