Maza di Arco, Voce Comune chiede lo stop alle bici: «Ora c’è la ciclabile»

Redazione06/09/20263min
MAZA


 

La nuova ciclabile c’è. È stata inaugurata il 15 giugno. Eppure sulla Maza continuano a passare biciclette, in salita e in discesa, accanto ad auto, camion e mezzi di cantiere. Per Voce Comune per Arco è arrivato il momento di mettere un punto fermo: vietare il transito dei ciclisti sulla SS45 bis e indirizzarli sul nuovo percorso dedicato.
La richiesta porta le firme di Elisabetta Aldrighetti e Gianluigi Maino, che tornano su uno dei nodi più delicati della viabilità tra Arco e Nago. «Nonostante l’apertura della nuova ciclabile che da Nago scende verso Arco, riscontriamo molte biciclette che ancora percorrono la strada statale della Maza», osservano. Il problema, secondo Voce Comune, nasce proprio dall’assenza di un divieto specifico. Così i ciclisti continuano a utilizzare la statale sia in discesa da Nago verso Arco, sia nel senso opposto, salendo dalla Busa.

 

 

«Strada pericolosa»
Aldrighetti e Maino insistono soprattutto sulla sicurezza. «La Maza è percorsa da un intenso traffico veicolare, dalla presenza di mezzi pesanti e anche da mezzi del cantiere per il nuovo collegamento della Loppio-Busa», sottolineano. Una compresenza che, nella loro lettura, rende il tratto particolarmente delicato. Per questo la richiesta è molto concreta: installare una segnaletica che vieti il transito alle biciclette in entrambe le direzioni.
Il punto di partenza dovrebbe essere, per chi scende, la rotatoria di Nago; per chi sale, invece, il divieto dovrebbe scattare dopo l’abitato di Vignole di Arco. Da lì in poi i ciclisti dovrebbero essere indirizzati con cartelli chiari sul nuovo tracciato ciclabile.
«Ora che esiste un percorso nuovo e specificamente dedicato alle biciclette – spiegano Aldrighetti e Maino – riteniamo opportuno prevedere una segnaletica adeguata».

«Convivenza auto, bici e mezzi pesanti»
Il ragionamento di Voce Comune è semplice: se esiste un’infrastruttura ciclabile separata, è meglio utilizzarla per ridurre i rischi su una statale già molto caricata dal traffico ordinario e dai cantieri. «È una misura importante per aumentare la sicurezza ed evitare la compresenza di biciclette, automobili e mezzi pesanti su una strada che, per caratteristiche e condizioni di traffico, non è adatta alla mobilità ciclabile». Aldrighetti e Maino richiamano anche il precedente della statale tra Nago e Torbole, dove un divieto analogo è già presente.
La loro proposta, quindi, è netta: la Maza resti alle auto e ai mezzi pesanti, le biciclette prendano la nuova ciclabile. Una separazione dei flussi che, per Voce Comune, oggi non è più soltanto auspicabile ma necessaria.

(n.f.)