Raduno “Fronte Skinheads” di Pietramurata, Onda chiama a raccolta i sindaci

Redazione31/08/20264min
Veneto Fronte Skinheads 3 w



 

Non più soltanto Dro e Pietramurata. La mobilitazione politica attorno al contestato raduno in programma il 4 e 5 settembre prova ora ad allargarsi all’intero Alto Garda e alla Valle dei Laghi. A chiamare direttamente in causa sindaci e sindache è Onda, che chiede alle amministrazioni di superare confini comunali e appartenenze politiche e presentarsi unite davanti alle autorità competenti.
L’appello arriva mentre attorno all’“Evento Rock 2026” continua un confronto politico e istituzionale ormai acceso da giorni. Onda definisce l’appuntamento «di matrice neofascista e neonazista» e sostiene che, davanti a manifestazioni di questo genere, non siano sufficienti «dichiarazioni isolate o timidezze di convenienza».
«Serve un fronte istituzionale compatto, unito e inequivocabile – scrivono Giovanni Johnny Perugini, Giovanna Chiarani, Alvaro Tavernini e Andrea Suman – per tutelare i cittadini, l’ordine pubblico e, non da ultimo, la reputazione della nostra terra».

Dal Brione al “Sentiero della Pace”
Onda costruisce la propria presa di posizione anche attorno alla memoria storica del territorio. Richiama le ferite lasciate dalle guerre sulle montagne dell’Alto Garda e individua nel Monte Brione, con i suoi forti e le trincee e il “Sentiero della Pace”, il simbolo di una scelta collettiva opposta alle ideologie totalitarie.
«L’Alto Garda non è, e non dovrà mai diventare, un palcoscenico per nostalgismi e ideologie che si pongono in aperto e violento contrasto con i fondamenti della nostra Costituzione», sostiene il movimento.
Da qui la richiesta ai primi cittadini di intervenire congiuntamente «in ogni sede competente», dai tavoli provinciali per l’ordine pubblico alla Questura e al Commissariato del Governo, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge per prevenire problemi al territorio.

Sicurezza, viabilità e costi
Ma l’intervento entra anche negli aspetti più concreti della vicenda. Onda domanda «massima trasparenza» e controlli rigorosi su permessi, eventuali licenze commerciali, limiti acustici e ordine pubblico.
Particolare attenzione viene chiesta per Pietramurata e per una viabilità dell’Alto Garda già sottoposta, nel periodo turistico, a forti pressioni. Il movimento pone inoltre il tema dei costi economici e sociali legati alle misure di sicurezza, sostenendo che non debbano pesare sulla comunità.

«Il turismo vive di accoglienza»
C’è infine un ultimo fronte, quello dell’immagine turistica. Per Onda l’Alto Garda ha costruito la propria fortuna sull’ospitalità, sull’incontro tra culture e sull’apertura internazionale: valori che il movimento considera incompatibili con «esclusione, pregiudizio e chiusura ideologica». Da qui l’ultimo appello ai sindaci: diventare insieme garanti della «vocazione democratica e plurale» del territorio.
La vicenda di Pietramurata, dunque, supera ormai i confini del Comune di Dro. E a pochi giorni dalle date annunciate per l’evento, la pressione politica sulle istituzioni dell’intero Alto Garda continua a crescere. (n.f.)