Bandiera palestinese al Rifugio “Marchetti”, l’ex ministro Giovanardi: «Va tolta»

La vicenda della bandiera palestinese esposta al Rifugio “Prospero Marchetti” sul monte Stivo, nel territorio comunale di Arco, supera i confini trentini e arriva anche all’attenzione della politica nazionale. Dopo aver letto su “La Busa” la notizia relativa alla richiesta della SAT di rimuovere la bandiera e alla decisione del gestore Alberto Bighellini di mantenerla esposta, l’ex ministro Carlo Giovanardi ha inviato alla nostra redazione una lettera con la quale prende posizione sulla controversia schierandosi a fianco della Società degli Alpinisti Tridentini.
Giovanardi parte dalla natura istituzionale della SAT e sostiene l’opportunità della rimozione della bandiera, collegando poi la questione agli avvenimenti del 7 ottobre 2023, alla guerra tra Israele e Hamas e al tema dell’antisemitismo. Giovanardi ritiene legittimo criticare le scelte del Governo israeliano, ma considera inopportuna l’esposizione della sola bandiera palestinese sul rifugio. In alternativa alla rimozione, propone, qualora le regole della SAT lo consentissero, di affiancarle quella israeliana.
Di seguito pubblichiamo la lettera inviata da Carlo Giovanardi alla redazione di La Busa:
“Come ex Ministro per i rapporti con il Parlamento non posso che dare ragione alla SAT sulla inopportunità di esporre la bandiera palestinese al rifugio “Prospero Marchetti”.
Come è noto il 7 ottobre 2023 Hamas ha invaso Israele massacrando più di mille uomini, donne e bambini israeliani, filmando e addirittura diffondendo le immagini di torture ed esecuzioni con l’esplicito programma di cancellare Israele “dal fiume al mare”. Chi ha visto quelle terribili immagini non può che essere rimasto profondamente offeso dalla crudeltà degli assassini di quel gruppo fondamentalista, già responsabile della eliminazione fisica a Gaza degli uomini di Arafat. Mentre, infatti, in Israele circa il 20 per cento degli 8 milioni di abitanti è arabo e musulmano, con rappresentanti eletti in Parlamento in libere elezioni, in tutti i paesi confinanti gli ebrei sono stati eliminati insieme alle più elementari regole democratiche.
Detto questo è più che legittimo criticare Israele per aspetti non condivisibili nella guerra con Hamas a Gaza ed in Libano, ma senza per questo assumere atteggiamenti antisemiti che purtroppo ricordano gli slogan diffusi a suo tempo da Hitler e Goebbels. È pertanto giusto ed opportuno che la bandiera palestinese venga rimossa dal rifugio o, al limite, se la normativa lo consente, che venga aggiunta quella di Israele”.
Nato a Modena nel 1950, avvocato, Giovanardi ha alle spalle una lunga esperienza nelle Istituzioni. È stato Deputato dalla XI alla XV legislatura e successivamente Senatore nella XVI e XVII. Ha ricoperto l’incarico di Ministro per i Rapporti con il Parlamento nei governi Berlusconi II e III, dal 2001 al 2006.
Un intervento, il suo, che si inserisce in un dibattito particolarmente acceso. La SAT ha ribadito nei giorni scorsi che la questione non riguarda il giudizio sulla situazione umanitaria a Gaza, né la libertà personale del gestore di esprimere le proprie opinioni, ma il principio secondo cui un rifugio dell’associazione non è uno spazio privato e l’esposizione di simboli e bandiere deve quindi rispondere a regole e indirizzi comuni.
Bighellini, gestore del Marchetti dal 2017, ha invece spiegato di considerare la bandiera palestinese non un simbolo politico, ma un gesto di solidarietà nei confronti della popolazione civile palestinese e delle vittime della guerra, annunciando di non volerla rimuovere. A sostegno della sua posizione sono intervenute anche dieci realtà associative trentine, chiedendo alla SAT di riconsiderare la propria decisione.










