Ciclovia, Marini: “Da Bruxelles un chiarimento sulle responsabilità ambientali dell’opera”

Redazione06/07/20263min
_DSC8913_CICLOVIA GARDA

 

La risposta della Commissione europea all’interrogazione presentata dall’europarlamentare Gaetano Pedullà riaccende il dibattito sulla Ciclovia del Garda e, in particolare, sul contestato tratto trentino tra Limone e Riva del Garda. A intervenire è l’ex consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, Alex Marini, che definisce il pronunciamento di Bruxelles «un chiarimento importante» sul piano delle responsabilità istituzionali.
L’interrogazione chiedeva alla Commissione europea di esprimersi sulla compatibilità dell’opera con il principio europeo del “Do No Significant Harm” (DNSH), sulla sostenibilità economica del progetto e sulla possibilità di valutare soluzioni alternative, come l’intermodalità via lago adottata dalla Lombardia nei tratti più delicati della sponda gardesana.
Secondo Marini, la risposta del vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, non entra nel merito del singolo intervento, ma chiarisce un punto fondamentale: Bruxelles ha valutato il Piano nazionale di ripresa e resilienza nel suo complesso, mentre la verifica della conformità ambientale, paesaggistica ed economica delle singole opere spetta interamente allo Stato italiano e alle amministrazioni competenti.

 


 

Per l’ex consigliere pentastellato, questo significa che saranno le autorità italiane a dover dimostrare che il tratto trentino della Ciclovia del Garda rispetta il principio del “non arrecare un danno significativo”, oltre alla normativa ambientale nazionale ed europea, valutando anche la resilienza dell’opera sotto il profilo idrogeologico e la congruità dei costi.
Marini osserva che, alla luce del chiarimento fornito dalla Commissione, acquistano ancora maggiore peso le questioni emerse negli ultimi anni nel confronto pubblico: il valore paesaggistico delle falesie interessate dal progetto, la fragilità geologica dell’area, gli elevati costi dell’intervento, evidenziati anche dalla Corte dei conti, e la possibilità di adottare soluzioni alternative meno impattanti.
Secondo l’ex consigliere, la risposta di Bruxelles non certifica la conformità del lotto trentino né esclude eventuali criticità, ma ribadisce che le verifiche spettano alle istituzioni italiane, chiamate a garantire il pieno rispetto della normativa e degli impegni assunti nell’ambito del PNRR.
Per questo, conclude Marini, il confronto sulla Ciclovia del Garda «non può considerarsi chiuso». Al contrario, ogni scelta progettuale dovrà essere supportata da valutazioni tecniche trasparenti e comparabili, valorizzando anche il contributo delle associazioni e della partecipazione civica, strumenti che l’ex consigliere considera essenziali per assicurare decisioni rispettose dell’interesse pubblico, del paesaggio e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche.

(n.f.)