Addio alla maestra Caruso, un pezzo di storia della scuola arcense

Redazione12/06/20265min
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C’erano una volta le maestre che accompagnavano i bambini per un intero tratto di vita. Non soltanto insegnanti, ma punti di riferimento, figure autorevoli e rassicuranti capaci di lasciare un segno profondo nei ricordi di intere generazioni. Ad Arco, uno di quei volti era quello della maestra Piera Gibelli Caruso, scomparsa all’età di 92 anni.
Per molti ex alunni era semplicemente la “Signora Maestra”. Bastavano quelle due parole per evocare un mondo che oggi sembra lontanissimo: la preghiera prima dell’inizio delle lezioni, qualche esercizio di ginnastica tra una materia e l’altra per spezzare la monotonia e riportare l’attenzione sui libri, il rispetto per l’insegnante e per la scuola, vissuta come luogo di crescita umana prima ancora che di apprendimento.
La maestra Caruso apparteneva a quella generazione di educatrici che prendevano per mano i bambini in prima elementare e li accompagnavano fino alla quinta. Cinque anni vissuti insieme, giorno dopo giorno, durante i quali si imparava a leggere, scrivere e far di conto, ma anche a stare al mondo. Era severa quando serviva, autorevole senza essere dura, sempre corretta nei modi e distinta nell’aspetto. Un’insegnante d’altri tempi, capace di conquistare la stima dei suoi alunni e delle loro famiglie.
Ha insegnato nelle scuole elementari femminili di via Mantova e nelle scuole elementari maschili ospitate nell’edificio che oggi accoglie gli uffici tecnici comunali, accanto a Villa San Pietro. In quelle aule sono passate centinaia di bambine e bambini arcensi che ancora oggi conservano il ricordo di una donna appassionata del proprio lavoro e profondamente convinta del valore dell’educazione.

 

 

Fino a poco più di un anno fa conduceva ancora una vita autonoma. «Era sempre presente, lucida, con una memoria straordinaria», raccontano i figli. Solo negli ultimi mesi le condizioni di salute si erano aggravate, costringendola a letto. Anche allora, però, non aveva perso la curiosità che l’aveva accompagnata per tutta la vita. Seguiva con interesse in televisione le partite di tennis, una passione che non ha mai abbandonato.
Si è spenta serenamente nella sua casa di Arco, circondata dall’affetto dei figli Fabio, Sabrina, Corrado e Christian, delle loro famiglie e dei nipoti. Una presenza discreta ma forte, che dopo la scomparsa del marito, il maresciallo dei Carabinieri Gaetano Caruso, avvenuta quando lei aveva appena 62 anni, aveva scelto di continuare a vivere da sola, mantenendo la propria indipendenza e condividendo le giornate con la sua inseparabile cagnolina Milly.
Anche la storia del marito si intreccia con quella della città. Gaetano Caruso fu comandante della stazione dei Carabinieri di Arco, in via Nas, dopo essere stato trasferito nel 1971 da Santa Croce del Bleggio. Guidò la caserma arcense fino agli anni Ottanta, diventando una figura conosciuta e rispettata sul territorio.
In queste ore sono numerosi i messaggi di cordoglio che stanno raggiungendo la famiglia. Segno dell’affetto che la comunità conserva per una donna che ha contribuito a formare generazioni di cittadini. Con la sua scomparsa se ne va non soltanto una maestra, ma un frammento della memoria collettiva di Arco, un pezzo di quella scuola che insegnava il sapere, ma anche il rispetto, l’impegno e il senso della comunità.
I funerali saranno celebrati sabato 13 giugno alle 11.30 nella chiesa Collegiata di Arco. E, probabilmente, tra i banchi non ci saranno soltanto parenti e amici, ma anche tanti ex alunni che, diventati ormai nonni o genitori, porteranno nel cuore il ricordo della loro “Signora Maestra”.
Nicola Filippi