Scontro istituzionale a Dro: il parere giuridico smonta la sfiducia a Tavernini

Redazione03/06/20265min
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A Dro si inasprisce il caso politico-istituzionale che da settimane vede al centro il vicepresidente del Consiglio comunale Alvaro Tavernini. Dopo la diffida inviata alla presidente del Consiglio Valentina Benuzzi e alla segretaria comunale Cinzia Mattevi e la successiva richiesta di chiarimenti alla Provincia autonoma di Trento, oggi è stato reso noto un parere legale che sostiene la fondatezza delle contestazioni avanzate dall’esponente di Onda e mette in discussione la legittimità dell’Ordine del giorno con cui la maggioranza ha chiesto una valutazione sulla sua permanenza nell’incarico.

 


 

La vicenda nasce dalla convocazione di una seduta consiliare ritenuta urgente e dalle tensioni sorte attorno al diritto di accesso alla documentazione preparatoria degli atti da discutere. Secondo Tavernini, chiamato a sostituire la presidente del Consiglio temporaneamente assente, non gli sarebbe stata consentita la visione preventiva della documentazione necessaria per svolgere le proprie funzioni istituzionali. Una circostanza che il consigliere ha contestato formalmente, sostenendo di aver richiesto non la consegna integrale degli atti ma la possibilità di prenderne visione man mano che fossero stati disponibili.
Sul fronte opposto i Capigruppo di maggioranza hanno presentato un Ordine del giorno nel quale contestano al vicepresidente di aver rallentato l’attività amministrativa e istituzionale del Comune, arrivando a esprimere una “ferma censura politica” nei suoi confronti e proponendo una discussione sulla permanenza di Tavernini nel ruolo di vicepresidente del Consiglio comunale.

Proprio su questo punto interviene il parere legale diffuso oggi che rappresenta un elemento destinato ad alimentare ulteriormente il confronto politico. Secondo il documento la richiesta avanzata dalla Maggioranza sarebbe priva di una base normativa adeguata. Il parere evidenzia infatti come lo Statuto comunale di Dro disciplini la mozione di sfiducia esclusivamente nei confronti del Sindaco e della Giunta, senza prevedere alcuna procedura analoga per il presidente o il vicepresidente del Consiglio comunale.
Il legale richiama inoltre diversi orientamenti giurisprudenziali secondo i quali Presidente e Vicepresidente del Consiglio sono figure di garanzia istituzionale e non organi di indirizzo politico. Per questo motivo, sostiene il documento, non possono essere revocati per il venir meno di un rapporto fiduciario con la Maggioranza, ma solo in presenza di gravi e oggettive violazioni dei doveri d’ufficio. Una situazione che, secondo l’analisi giuridica, non emergerebbe nel caso in esame.

Altro tema centrale è quello dell’accesso agli atti. Il parere richiama le disposizioni statutarie che riconoscono ai consiglieri comunali il diritto di prendere visione e ottenere copia della documentazione utile all’espletamento del mandato, sottolineando come il vicepresidente, chiamato a garantire il corretto funzionamento dell’assemblea e l’informazione preventiva dei consiglieri, debba poter disporre degli elementi necessari per svolgere il proprio ruolo.

La questione è stata al centro della conferenza stampa convocata oggi dal movimento politico Onda alla quale hanno partecipato lo stesso Alvaro Tavernini, il consigliere comunale di Nago-Torbole Gionni Perugini e il consigliere provinciale Filippo Degasperi. Durante la conferenza è stata ribadita la posizione del gruppo di opposizione, che considera la vicenda non solo una controversia politica ma un tema legato alle garanzie democratiche, alla trasparenza amministrativa e al corretto esercizio delle prerogative dei consiglieri comunali.

Secondo quanto sostenuto da Onda, il parere legale confermerebbe la correttezza dell’operato di Tavernini e metterebbe in evidenza criticità sia nell’ordine del giorno presentato dalla maggioranza sia nella gestione della documentazione amministrativa. Il documento arriva inoltre dopo la richiesta di chiarimento inoltrata al Servizio Autonomie Locali della Provincia autonoma di Trento, chiamato a esprimersi sulle prerogative del vicepresidente del Consiglio comunale e sul diritto di accesso agli atti in situazioni analoghe.
In attesa del pronunciamento della Provincia il confronto tra maggioranza e opposizione a Dro appare tutt’altro che concluso e il Consiglio comunale del 4 giugno si annuncia come uno degli appuntamenti più delicati degli ultimi anni.