Alto Garda, Onda rilancia il Piano territoriale: “Basta divisioni, il futuro si governa insieme”

Redazione30/05/20263min
alto garda La-Busa panorama


 

 

Dopo anni di stallo, il tema della pianificazione territoriale comprensoriale torna al centro del dibattito politico dell’Alto Garda e Ledro. Il gruppo politico Onda, attraverso i consiglieri Giovanni Johnny Perugini e l’ex sindaca di Drena Giovanna Chiarani, ha depositato in Comunità di Valle una proposta formale per sbloccare il Piano Territoriale di Comunità (PTC), fermo ormai dal 2015.
Nel comunicato stampa Onda parla apertamente della necessità di “governare il territorio e non subire le scelte della Provincia”, puntando il dito contro un approccio frammentato che, negli anni, avrebbe indebolito la capacità dell’Alto Garda di affrontare in modo coordinato le grandi sfide urbanistiche, ambientali e infrastrutturali.
Secondo Perugini e Chiarani, senza una pianificazione sovracomunale condivisa, il rischio è quello di lasciare spazio a decisioni calate dall’alto da parte della Provincia di Trento, con conseguenze dirette su viabilità, urbanistica e consumo di suolo.

 

 

Tre le priorità indicate da Onda. La prima riguarda l’emergenza abitativa. Il movimento chiede regole omogenee per tutti i Comuni dell’Alto Garda e Ledro, evitando iniziative “in ordine sparso” che potrebbero alterare il mercato immobiliare del territorio. Il Piano territoriale dovrebbe inoltre coordinare anche le aree destinate all’edilizia pubblica.
Secondo nodo, quello della mobilità. Nel mirino finisce in particolare la discussa Circonvallazione di Torbole. Per Onda serve una posizione condivisa e vincolante all’interno del Piano Stralcio della Mobilità, così da evitare che le divisioni locali possano tradursi in opere “al ribasso” imposte dalla Provincia. Tra le proposte anche la realizzazione di parcheggi di attestamento per ridurre il traffico interno.
Infine il tema del consumo di suolo. Onda invoca una regia sovracomunale forte per difendere le aree agricole e programmare i grandi servizi comprensoriali, criticando la gestione affidata esclusivamente ai singoli Piani regolatori comunali, definita causa di uno sviluppo “a macchia di leopardo”.
Nel documento viene chiesto all’Esecutivo della Comunità di Valle un cronoprogramma preciso: relazione sullo stato del PTC, assemblea dedicata e tavoli di confronto aperti ai portatori di interesse. L’obiettivo dichiarato è arrivare alla prima adozione del Piano entro 12-18 mesi.
“Agire uniti non è più un’opzione, è l’unica strada per difendere e progettare in modo efficiente il futuro del nostro territorio”, concludono Perugini e Chiarani.
(n.f.)