Il preside Tullio Malfer di Arco, tra “Achille” e la “linea gialla”

“Cantami, o diva, del Pelide Achille…”: il professor Tullio Malfer si trasfigurava. Ora era Achille, ora Ettore; si spostava a balzi e nella classe si davano battaglia gli eroi di Omero. Gli alunni stavano a bocca aperta. Il loro professore poteva anche salire in piedi sulla cattedra, come quello dell’“Attimo Fuggente”, tanto era preso dall’Iliade. Lezioni in un Liceo classico? Manco per sogno! Erano i primi anni Sessanta e si era nella Scuola Professionale di Arco. Il cantore di eroi epici era appunto Tullio Malfer, professore e preside fino al 1963 a Palazzo Panni con le Professionali, poi preside storico alle Medie.
La Scuola di Avviamento di Arco è stata un mito. Erano tempi bacchettoni. C’erano ordini precisi sui rapporti, proibitissimi, tra alunni maschi e candide femminucce. Campi minati, i ragazzi bighellonavano nel cortile, le fanciulle fremevano relegate sotto il portico. Quando salivano, ragazzi e ragazze, lo facevano per scale diverse. La ribellione era nell’aria. Arrivò infine la concessione: potevano stare tutti nel cortile, ma venne tracciata, nel bel mezzo, una linea gialla invalicabile. La terribile linea gialla fece tante vittime con sospensioni tra chi, per passione o amore, trasgrediva. Le ragazze si dimostrarono, al solito, più creative e intraprendenti, mentre i maschi, sempre al solito, erano dei veri tontoloni. Il controllo era affidato al parroco, che insegnava religione e il rispetto delle linee gialle. Quante storie! C’era anche chi saltava dalle finestre.
Una scuola di matti? Un po’ sì, ma il Malfer si batteva per ideali di dignità e validità formativa. “La nostra Professionale era, a torto, considerata di serie B – ebbe a dire – mentre era la più innovativa. Insegnava infatti la cultura del lavoro e l’attenzione alla vita”. I ragazzi facevano lezioni e pratica come falegnami, meccanici ed era un gran lavorare, per ore e ore, a “tirar di lima”. Per le ragazze il programma riguardava i “lavori domestici”, cioè economia, ricamo, cucina, casa, tessuti e contabilità.
Tullio Malfer, classe 1922, aveva fatto il Liceo dai preti a Trento, quindi si era laureato in filosofia. Insegnò dal 1953 al 1958 all’Avviamento e nel 1959 fu preside fino alla chiusura delle Professionali per poi passare alle Medie, dove nel ’64 diventò preside, carica che tenne fino al 1984, anno della pensione. Si impegnò anche in politica: si fece democristiano e, dal 1959 per quattro anni, fu Assessore all’Istruzione. L’anno successivo passò alle Finanze, ma in questa veste, per lui indigesta, durò poco.
Nel giugno del 2012 (tre anni prima della sua scomparsa) fu “riportato” all’anno scolastico 1957 grazie ad una rimpatriata che si tenne all’hotel Olivo e che venne promossa da ex alunne dell’Avviamento. Ben 55 anni erano passati da allora, ma in certe occasioni il tempo non conta perché sono i sentimenti che guidano i cuori. Per le ex alunne all’Hotel Olivo ricordarono e ringraziarono Pierina Giuliani e Adele Bertamini. Finito il convivio, di colpo ritornò, come per incanto, il silenzio antico. Le presenti si rividero giovani alunne, le stesse di tanti anni prima, commosse come allora, mentre il loro Professore declamava gli eterni versi: “Cantami, o diva, del Pelide Achille”.
Nota a margine: un professore arcense che ha avuto la fortuna di lavorare con il preside Malfer ha inoltrato nel 2023 una domanda al Comune di Arco affinché gli venga intitolata l’Aula magna della Scuola Media di Arco. Da allora… nessuna nuova!
Vittorio Colombo










