Vandalismi ad Arco, la sindaca: “Non solo un danno, ma un gesto contro la città”

Redazione07/04/20265min
IMG-20260407 statua san venceslao danni arco (6)


 

 

«Non è solamente un atto vandalico: è un gesto deprecabile verso un dono alla nostra città e simbolo dell’amicizia tra comunità». Con parole nette la sindaca di Arco, Arianna Fiorio, interpellata dalla redazione de La Busa online, interviene sui due episodi che nei giorni scorsi hanno interessato il centro cittadino: il danneggiamento della statua di San Venceslao e la panchina divelta nei Giardini storici.
Due fatti distinti, senza collegamenti evidenti, ma accomunati dal fatto di aver colpito luoghi simbolici. E destinati a entrare nel dibattito pubblico.
Nel cuore dei Giardini storici, lungo il vialetto che costeggia l’aiuola del Cedrus Deodara – presente dal 1872 e parte integrante della storia botanica cittadina – una panchina in ferro è stata completamente deformata. La struttura appare piegata, con seduta e schienale compromessi.
Un episodio che, come spiegato dalla sindaca, si inserisce però in un quadro più ampio. «Questa panchina è la nona che è stata divelta dalla fine del 2024», sottolinea Fiorio, ricordando come il problema sia emerso dopo la sostituzione, avvenuta nella precedente amministrazione, delle storiche panchine in ghisa con un modello più moderno.
Una scelta che oggi mostra alcune criticità. Le nuove panchine, più leggere soprattutto nelle giunzioni tra seduta e schienale, risultano più vulnerabili a utilizzi impropri. «Chi si siede in maniera scorretta ne trancia le giunzioni», spiega la sindaca, evidenziando come tutte le panchine danneggiate presentino modalità di rottura simili.

 

 

Da qui l’ipotesi, già al vaglio dell’amministrazione, di un ritorno al modello precedente: panchine in ghisa con sedute in legno, più robuste e adatte a resistere nel tempo. L’operazione è già stata inserita in una recente variazione di bilancio e dovrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi, mentre le panchine attuali potrebbero essere ricollocate in aree protette, come parchi chiusi, meno esposte durante le ore notturne. Della questione si sta occupando l’assessore Massimiliano Floriani.
Diverso il piano del secondo episodio, che riguarda la statua di San Venceslao in via Caproni Maini. Qui il danneggiamento ha interessato il braccio destro: la mano è stata staccata, ma ritrovata e appoggiata con cura alla base della statua, tra i piedi, in modo da poter essere recuperata e riattaccata.
Un dettaglio che sembra escludere gesti mirati o simbolici, orientando piuttosto verso l’ipotesi di un comportamento imprudente, forse un tentativo di salire sul monumento. Resta però il valore dell’opera, che per l’amministrazione rappresenta molto più di un semplice elemento urbano.
«La statua di San Venceslao – sottolinea Fiorio – rappresenta un dono della comunità cecoslovacca e un ricordo dei martiri Cecoslovacchi, oltre che un simbolo dell’amicizia fra le nostre comunità». Per questo, aggiunge, «ci dispiace molto e sarà nostra cura ripararla al più presto».
L’opera, inaugurata nel 2018, richiama infatti un legame storico profondo tra il Trentino e le terre boeme, testimoniato anche dall’Aquila di San Venceslao nello stemma provinciale.
Due episodi, dunque, probabilmente slegati, ma che riportano l’attenzione su come vengono vissuti gli spazi pubblici. Da un lato la gestione concreta degli arredi urbani, dall’altro il valore simbolico dei monumenti. In mezzo, una città che si prepara a discuterne.
Nicola Filippi