Arco, dietrofront sui “pinch point”: due saranno rimossi, resta il nodo sicurezza

Tornano al centro del dibattito politico ad Arco i controversi “pinch point”, i restringimenti della carreggiata introdotti negli ultimi anni per rallentare il traffico. Dopo mesi di polemiche e proteste, l’amministrazione comunale, guidata dalla giunta Fiorio, annuncia un parziale dietrofront: due dispositivi saranno rimossi, mentre gli altri resteranno, ma con correttivi.
Il tema è riemerso con forza nell’ultimo consiglio comunale, dove il capogruppo del Patt Carlo Pedergnana ha chiesto alla giunta di “prendere atto del fallimento” dell’esperimento, sollecitando la rimozione completa delle strutture. Una posizione che riflette un malcontento diffuso tra i cittadini, testimoniato anche da una petizione online che ha raccolto oltre 3 mila firme.
Critiche che riguardano soprattutto la sicurezza: secondo i contrari, i pinch point non solo non avrebbero raggiunto l’obiettivo di moderare la velocità, ma in alcuni casi avrebbero addirittura aumentato i rischi, inducendo gli automobilisti ad accelerare per superarli e creando difficoltà a motociclisti, autobus e mezzi di soccorso.
Il vicesindaco e assessore alla viabilità Marco Piantoni ha riconosciuto le criticità, annunciando però una soluzione intermedia. Due pinch point, in particolare quelli ritenuti più problematici, saranno eliminati e sostituiti con dossi tradizionali. Gli altri, invece, resteranno, soprattutto lungo via Capitelli, una delle principali vie di accesso all’ospedale di Arco.
La scelta si basa anche sulle valutazioni tecniche del consulente del Comune, Francesco Seneci: in alcune strade, specie quelle percorse anche da ambulanze, i restringimenti della carreggiata resterebbero “l’unica soluzione possibile” per ridurre efficacemente la velocità dei veicoli.
Il risultato è quindi un compromesso, che prova a bilanciare esigenze diverse: sicurezza stradale, fluidità del traffico e risposte alle richieste dei cittadini.
La vicenda dei pinch point affonda le radici nel recente passato della città, legato all’attuazione del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, che aveva introdotto una serie di interventi per ridurre la velocità e rendere più sicure alcune strade urbane. Fin da subito, però, queste soluzioni avevano acceso il dibattito pubblico, dividendo opinione pubblica e politica.
A distanza di tempo, il confronto resta aperto. Da un lato la necessità di garantire maggiore sicurezza sulle strade, dall’altro la richiesta di soluzioni più condivise e meno impattanti.
Il parziale passo indietro annunciato dalla giunta rappresenta un primo segnale, ma difficilmente chiuderà la discussione. Il tema della mobilità ad Arco, infatti, continua a essere uno dei più sensibili per cittadini e amministratori, tra esigenze quotidiane e visioni di lungo periodo. (n.f.)










