Cittadinanza del passato a Mussolini, Riva al voto in un Trentino dalle scelte diverse

Redazione02/04/20263min
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A Riva del Garda il dibattito è aperto. E guarda oltre i confini cittadini.
La questione della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini torna al centro della scena politica locale, inserendosi in un confronto più ampio che attraversa tutto il Trentino.
Il consiglio comunale di Riva si prepara ad affrontare il tema nei prossimi giorni. La maggioranza di centrosinistra si presenta compatta sull’idea di revocare un riconoscimento considerato non più compatibile con i valori democratici contemporanei. Sul fronte opposto, le posizioni sono più articolate: c’è chi invita a non considerare la questione prioritaria, pur senza escludere una valutazione nel merito.
Accanto a questo tema, anche la toponomastica entra nel dibattito pubblico. La proposta di modificare la denominazione di Largo Caduti delle Foibe in Largo Vittime delle Foibe si inserisce nello stesso solco: una riflessione sulla precisione storica e sul linguaggio come strumento di memoria.
Riva, dunque, non è un caso isolato.
Il confronto si muove lungo tutta la provincia, con esiti differenti.

 

 

A Trento la recente votazione in consiglio comunale ha mostrato tutta la complessità del tema. La maggioranza dei consiglieri si è espressa a favore della revoca della cittadinanza a Mussolini. Tuttavia, il mancato raggiungimento della soglia qualificata richiesta ha impedito l’approvazione del provvedimento. Un risultato che ha lasciato una frattura politica evidente e riacceso il confronto sul significato di questi atti.
In altri territori, invece, la strada è stata più lineare. A Mori il consiglio comunale ha scelto all’unanimità di avviare la revoca, segnando una convergenza trasversale.
Ad Arco non si è intervenuti direttamente sulle cittadinanze onorarie, ma sono stati introdotti criteri chiari per l’accesso agli spazi pubblici, con un esplicito riferimento al rifiuto di fascismi e totalitarismi.
Un mosaico di decisioni. Diverse tra loro, ma legate da una stessa domanda. Come rapportarsi a un passato che continua a pesare sul presente?
Le cittadinanze onorarie conferite negli anni Venti nascono in un contesto storico preciso, segnato dal regime fascista. Oggi, però, il loro significato cambia. Non si tratta solo di atti simbolici o formali. Ma di scelte che riflettono l’identità delle comunità. Il caso di Riva del Garda si inserisce esattamente in questo scenario. Una decisione locale, ma con un respiro più ampio.
Tra memoria, politica e sensibilità civile, il Trentino continua a interrogarsi. E a scegliere, città per città, come raccontare la propria storia. (n.f.)