La fontana “Signora di Stranfora” torna a vivere ad Arco

Redazione02/04/20266min
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Nel cuore del centro storico di Arco, tra le pietre antiche del rione Stranforio e ai piedi della rupe del Castello dei Conti d’Arco, c’è un piccolo luogo che torna a raccontare una grande storia: l’antico lavatoio. Un angolo che, dopo settimane di restauro, è stato restituito alla comunità non solo come spazio riqualificato, ma come simbolo vivo di identità e memoria condivisa.
A sottolinearne il peso specifico dell’intervento è il giovane consigliere comunale Alessandro Manara, delegato dalla sindaca Fiorio alle attività di promozione della partecipazione effettiva e attiva dei giovani alla vita politica, sociale e culturale del territorio, che parla di un intervento tutt’altro che marginale: «Non è solo un semplice lavatoio, ma un pezzo della storia della nostra comunità che è pronto per essere apprezzato ancora di più da cittadini e visitatori».
Parole che mettono in luce come anche le azioni apparentemente più piccole possano inserirsi in una visione più ampia di valorizzazione del territorio:
«Questo è un ulteriore tassello del lavoro dell’amministrazione per valorizzare i tanti angoli della nostra città».

 

Ma il ritorno a nuova vita del lavatoio di Stranforio non si è fermato all’intervento materiale. Attorno a questo recupero si è costruito un momento collettivo, capace di unire generazioni, associazioni e cittadini. Il Comitato San Bernardino ha infatti scelto proprio questo luogo per uno degli appuntamenti più sentiti dell’iniziativa “Arco Slow”, trasformando la restituzione dello spazio in una vera festa di comunità.
Quanti colori e quanti sorrisi intorno alla nostra fontana”, raccontano dal Comitato, descrivendo una giornata fatta di sfilate, danze in costume con il gruppo “Conti d’Arco danzanti” e partecipazione diffusa lungo le vie del centro. Un entusiasmo che ha accompagnato simbolicamente anche la rinascita del lavatoio, ribattezzato con affetto “la signora di Stranfora”, tornata a splendere e, per l’occasione, adornata con fiori colorati.
Momento centrale della giornata è stato il simbolico taglio del nastro, affidato al presidente del Comitato Ruggero Cretti, alla presenza della sindaca Arianna Fiorio e dell’assessore alle opere pubbliche e cultura Max Floriani.
«Bellissimo vedere così tante persone condividere l’emozione del simbolico taglio del nastro», sottolineano gli organizzatori, evidenziando il valore di una partecipazione autentica.
E proprio la partecipazione è stata la vera protagonista.
Tra aperitivi, pranzo condiviso, musica e chiacchiere, il lavatoio è tornato ad essere ciò che era un tempo: un luogo di incontro.
«La ricetta giusta per una festa ben riuscita — spiegano dal Comitato — per riconsegnare alle persone spazi urbani che non devono essere dimenticati o trasformati in luoghi di sola memoria».
Dietro il successo dell’iniziativa, ancora una volta, c’è il lavoro silenzioso ma fondamentale dei volontari:
«Grazie a tutti i volontari (grandi e piccoli) che ci hanno messo lavoro, energia, tempo e amore».
Il recupero del lavatoio di Stranforio diventa così molto più di un intervento urbano. È la dimostrazione concreta di come la cura dei dettagli, la valorizzazione della storia locale e l’impegno condiviso possano rafforzare il senso di appartenenza e mantenere viva una comunità.
In un tempo in cui molti spazi rischiano di essere dimenticati o ridotti a semplice ricordo, esperienze come questa raccontano invece una strada diversa: quella in cui passato e presente si incontrano, e continuano a vivere — insieme. (n.f.)