Lupo investito a Tremalzo: febbraio nero sulle strade del Trentino con quattro animali morti

Redazione09/03/20264min
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Febbraio si chiude con un bilancio che coinvolge anche il nostro territorio: quattro lupi morti sulle strade e sulle ferrovie del Trentino in appena ventotto giorni, uno dei quali proprio a Tremalzo, in valle di Ledro. Un dato che riaccende il dibattito sulla convivenza tra grandi carnivori, infrastrutture e attività umane nelle valli trentine.
Secondo il resoconto diffuso dalla pagina specializzata Mondo Montagna, il mese di febbraio 2026 ha registrato sei episodi complessivi di investimento di lupi tra strade e ferrovie provinciali. In due casi gli animali sono stati investiti ma sono riusciti a fuggire, mentre quattro esemplari sono morti.
Tra questi c’è anche il caso che riguarda direttamente l’Alto Garda e Ledro: il 14 febbraio a Tremalzo un lupo maschio adulto è stato travolto da un veicolo, perdendo la vita lungo la strada di montagna che collega la valle di Ledro con il Bresciano.
Gli altri episodi si sono verificati in diverse aree del Trentino: il 4 febbraio ad Avio, dove una giovane femmina è stata uccisa da un treno; il 13 febbraio a Saone con la morte di un giovane maschio investito da un’auto; il 27 febbraio a Massimeno, dove un’altra giovane femmina è stata travolta da un veicolo. A questi si aggiungono due investimenti senza esito noto: il 1° febbraio a Pieve di Bono e il 3 febbraio a Sant’Antonio di Mavignola.

 

 

Una sequenza ravvicinata che, secondo molti osservatori, non può essere considerata solo una coincidenza. Il ritorno stabile del lupo in Trentino – specie che negli ultimi anni ha progressivamente ricolonizzato l’arco alpino – si scontra infatti con una rete di strade e ferrovie progettata in epoche in cui la presenza del grande predatore non era più considerata.
Gli animali seguono corridoi naturali di spostamento e dispersione che attraversano inevitabilmente infrastrutture e centri abitati. Gli investimenti avvengono spesso di notte, quando la visibilità è ridotta e la velocità dei veicoli aumenta il rischio.
Il problema non riguarda solo la fauna selvatica. Sempre nel mese di febbraio sono stati segnalati sette episodi di predazione su bestiame in diversi comuni trentini, tra cui Tenno, Cavedine e Madruzzo, quindi anche nell’area dell’Alto Garda e della Valle dei Laghi.
Nel 2025 in Trentino erano stati registrati 151 episodi di danni da lupo, per un valore complessivo di circa 133 mila euro, con un aumento del 35% rispetto all’anno precedente.
Gli esperti indicano diverse possibili soluzioni: passaggi faunistici nelle tratte più critiche, segnaletica specifica, limiti di velocità e maggiore attenzione alla presenza della fauna selvatica. Senza interventi strutturali, avvertono, episodi come quelli registrati a febbraio rischiano di ripetersi anche nei prossimi anni, coinvolgendo sempre più spesso anche le valli dell’Alto Garda, di Ledro e della Valle dei Laghi.

(n.f.)