“Taxi Rosa” anche nella Busa? La proposta di “XArco” per mobilità in sicurezza

Redazione18/02/20265min
Taxi-rosa


 

Un sistema di voucher comunali per rendere il taxi più accessibile, sostenere la mobilità locale e rafforzare la sicurezza, soprattutto nelle ore serali e notturne. È questa l’idea lanciata da Davide “Dave” Michelotti, portavoce e fondatore del movimento civico XArco, che propone di portare anche nella Busa un modello ispirato al “Taxi Rosa” attivato negli anni scorsi dal Comune di Trento.
La riflessione, spiega Michelotti alla redazione de La Busa online, nasce dall’osservazione di un bisogno concreto: la difficoltà di spostarsi in modo flessibile sul territorio altogardesano, in particolare per giovani e anziani. «Da tempo rifletto su un’iniziativa che, seppur ambiziosa, credo possa essere realizzata con l’impegno di tutti», afferma.

 

 

Voucher comunali e corse a costo ridotto
Il cuore della proposta è l’introduzione di una convenzione taxi sovracomunale, sostenuta da voucher pubblici destinati ai residenti. L’ipotesi avanzata è quella di un credito annuo – Michelotti cita, a titolo di esempio, 200 euro – che permetterebbe di abbattere il costo delle corse.
Il meccanismo immaginato è semplice: su una tariffa tipo di 25 euro, il cittadino potrebbe pagarne 15 tramite voucher e coprire i restanti 10 euro di tasca propria. Un sistema che, nelle intenzioni del promotore, renderebbe il taxi una soluzione praticabile non solo in situazioni eccezionali, ma anche nella quotidianità.

Sicurezza, giovani e fasce fragili
La proposta si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda la mobilità nell’Alto Garda, territorio caratterizzato da forte attrattività turistica, dispersione territoriale e criticità croniche del traffico. Michelotti sottolinea in particolare la dimensione della sicurezza: «Sarebbe un servizio fondamentale per i giovani, specialmente nelle ore serali e notturne».
Non solo. Il progetto viene presentato anche come possibile supporto per anziani con pensioni minime e per cittadini con difficoltà negli spostamenti, categorie che spesso incontrano ostacoli nell’accesso ai servizi di trasporto.

Numero unico taxi e coinvolgimento degli operatori
Tra le idee emerse nei confronti avuti con alcuni tassisti locali vi è anche la creazione di un numero unico taxi per l’Alto Garda e Ledro, con l’obiettivo di semplificare l’accesso al servizio e superare la frammentazione attuale.
Michelotti riferisce di aver già raccolto segnali di interesse da parte di operatori del settore: «Ho parlato con tassisti del territorio e il riscontro è stato positivo». Da qui la proposta di un incontro tra le amministrazioni comunali e le cooperative taxi, per valutare la fattibilità tecnica ed economica dell’iniziativa.

Il precedente di Trento: come funziona il “Taxi Rosa”
Il modello di riferimento è l’esperienza del Comune di Trento, che negli anni ha sviluppato un sistema di buoni taxi destinati a specifiche categorie. Nato nel 2018 come “Taxi Rosa”, il servizio era inizialmente rivolto alle donne per gli spostamenti notturni; successivamente è stato ampliato includendo persone over 75 e cittadini con disabilità certificata.
I buoni, del valore di 50 euro e utilizzabili anche a scalare, consentono di coprire tratte con partenza o arrivo nel territorio comunale, entro un raggio definito. Un’esperienza che, secondo Michelotti, dimostrerebbe la sostenibilità del modello anche in contesti territoriali differenti.

Un progetto che chiama in causa la politica locale
Consapevole della complessità dell’iniziativa, il fondatore di XArco richiama la necessità di una sinergia tra le giunte comunali di Arco e Riva del Garda, ipotizzando un percorso condiviso a livello di Alto Garda.
Il tema, che intreccia mobilità, politiche sociali e sicurezza urbana, potrebbe ora approdare nel confronto politico e amministrativo. Resta da capire se e come le amministrazioni raccoglieranno lo spunto, valutando costi, coperture finanziarie e modalità operative.
In un territorio dove il dibattito sui trasporti è da anni centrale, la proposta del “Taxi Rosa della Busa” aggiunge un nuovo elemento di discussione, aprendo interrogativi ma anche possibili scenari innovativi per la mobilità locale. (n.f.)