La Strada della Forra chiude per sicurezza: stop fino a metà marzo

Redazione31/01/20263min
default


 

È una strada che non è solo asfalto e roccia, ma racconto, identità e immaginario collettivo. La Strada della Forra, incastonata come una ferita spettacolare nella parete che sale dal lago verso l’altopiano di Tremosine, si prepara a una nuova e necessaria pausa forzata. Da lunedì 2 febbraio a venerdì 13 marzo, la Strada Provinciale 38 “Tremosine – Tignale” sarà infatti chiusa al traffico nel tratto compreso tra il km 0+000 e il km 3+000, interamente nel territorio comunale di Tremosine sul Garda.
La decisione, comunicata dalla Provincia di Brescia, rientra in un più ampio piano di messa in sicurezza: lavori strutturali e interventi di consolidamento interesseranno la galleria e la parete rocciosa, punti tanto suggestivi quanto delicati. Una scelta obbligata, spiegano gli enti competenti, per garantire la tutela degli utenti e la conservazione di un’infrastruttura unica nel suo genere. Il divieto varrà per tutte le categorie di utenti, fatta eccezione per i mezzi autorizzati impegnati nel cantiere.

 

 

Una strada leggendaria, tra ingegneria e cinema
Definita da Winston Churchilll’ottava meraviglia del mondo”, la Strada della Forra è diventata nel tempo un simbolo internazionale del Garda. Non solo per il suo tracciato vertiginoso, scavato nella roccia a strapiombo sul torrente Brasa, ma anche per il suo ruolo da protagonista al cinema: qui sfreccia infatti James Bond nel film Quantum of Solace, trasformando la forra in una delle sequenze più iconiche della saga.
Un mito, quello di Bond, nato dalla penna di Ian Fleming, che ha contribuito a rendere questa strada un’icona globale, meta di appassionati, motociclisti e turisti da tutto il mondo.

Sicurezza prima di tutto
Negli ultimi anni, però, la Strada della Forra è stata spesso al centro della cronaca per chiusure, verifiche e interventi straordinari, legati alla fragilità geologica del contesto e agli effetti di eventi meteorologici sempre più intensi. Gli articoli di stampa più recenti hanno raccontato una sfida complessa: conservare un capolavoro di ingegneria storica senza rinunciare ai più alti standard di sicurezza.
La chiusura di queste settimane si inserisce proprio in questo percorso: un sacrificio temporaneo per residenti e visitatori, ma un passaggio fondamentale per garantire che la “strada più bella del mondo” possa continuare a essere percorsa – e ammirata – ancora a lungo.
Quando riaprirà, la Forra tornerà a fare ciò che sa fare meglio: unire lago e montagna, storia e presente, realtà e leggenda. Anche senza inseguimenti spettacolari, basterà percorrerla per sentirsi, almeno per qualche curva, dentro un film. (n.f.)