Ex Bersaglio di Arco, l’ex sindaco Betta avverte: «Vallo tomo o spostamento della strada»

Redazione12/01/20265min
arco ex bersaglio

 

La storia dell’edificio del Casino di Bersaglio di Prabi affonda le sue radici ben oltre gli ultimi giorni di dibattito politico. Si tratta di una vicenda complessa, intrecciata con temi di sicurezza idrogeologica, pianificazione viaria e futuro di un’area delicata del territorio arcense, tornata al centro dell’attenzione dopo la recente messa in sicurezza dell’edificio e le prese di posizione emerse nel dibattito pubblico.
Nei giorni scorsi l’assessore alle opere pubbliche Massimiliano Floriani, per la giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio, aveva chiarito le ragioni dell’intervento, spiegando come l’obiettivo immediato fosse garantire la sicurezza in un contesto riconosciuto come altamente fragile dal punto di vista idrogeologico. Ricevendo il plauso pubblico del consigliere di minoranza Mauro Ottobre. Poche ore dopo la dura presa di posizione di Arco Fucina Comune, che aveva richiamato l’attuale giunta alla necessità di affrontare il tema senza semplificazioni, mettendo al centro l’incolumità delle persone.

 

 

Oggi, lunedì 12 gennaio, sulla vicenda interviene con un lungo e articolato ragionamento l’ex sindaco di Arco Alessandro Betta, che sceglie di “fare chiarezza” ripercorrendo i nodi tecnici e politici della questione, dichiarando fin da subito di voler evitare polemiche personali. Il punto centrale, per Betta, è uno solo: «La sicurezza è il nodo cruciale di tutta la vicenda».

L’ex primo cittadino ricorda come l’area di Prabi sia classificata a rischio idrogeologico molto elevato, un dato che – sottolinea – non lascia spazio a scorciatoie. In questo contesto, l’edificio del Bersaglio, per come è collocato oggi, può essere messo in sicurezza in un solo modo: attraverso la realizzazione di un vallo tomo di dimensioni significative. Un’opera che, però, avrebbe un impatto visivo rilevante sull’area e che, secondo Betta, potrebbe non essere nemmeno sufficiente qualora si volesse mantenere un’attività economica nell’edificio. In un’ottica di tutela delle persone, non esclude neppure l’ipotesi estrema di un esproprio e dell’abbattimento.

Accanto a questa soluzione, Betta richiama un’alternativa già valutata tecnicamente in passato: lo spostamento della strada di Prabi. Un’ipotesi supportata da una perizia, che prevede un nuovo tracciato con ingresso in fondo alla particella dell’ex Pincelli e risalita prima del Sas del Fum, consentendo anche la realizzazione della pista ciclabile prevista dagli accordi sottoscritti al momento dell’ampliamento della strada. Accordi che, rivendica l’ex sindaco, sono stati rispettati grazie alla collaborazione di imprenditori locali.

Nel suo intervento, Betta non usa mezzi termini nel definire la situazione attuale della strada: «così com’è oggi, rappresenta un rischio certo». E rivendica il fatto che l’amministrazione da lui guidata abbia lasciato un avanzo di amministrazione tale da garantire tutte le risorse necessarie per intervenire, qualunque soluzione l’attuale giunta decida di adottare. Le opzioni, secondo l’ex sindaco, sono chiare e circoscritte: o si realizza un vallo tomo che metta davvero in sicurezza il Bersaglio e l’attività economica, oppure si sposta la strada, rinunciando al recupero dell’edificio per usi antropici e valutando il destino del fabbricato produttivo.

Tutto il resto, scrive Betta con toni netti, «sono chiacchiere da bar o del mese». E conclude con un monito che riassume la sua posizione: non fare nulla, o peggio ristrutturare il Bersaglio per utilizzarlo come se fosse una soluzione virtuosa, sarebbe «una follia» o addirittura «un atto contro la sicurezza pubblica».
Una presa di posizione che riporta il confronto sul terreno delle scelte strutturali e delle responsabilità, chiedendo alla politica di decidere quale strada imboccare per il futuro di Prabi, senza perdere di vista il principio che, secondo Betta, dovrebbe guidare ogni valutazione: la sicurezza delle persone prima di tutto.

(n.f.)