Mori entra nella APT del Garda Trentino dal 1° gennaio, via libera definitivo dalla Provincia

Redazione29/11/20256min
Mori


 

Il percorso era iniziato a ottobre con la richiesta formale del Comune di Mori. Ora, dopo la preadozione di novembre, la ridefinizione degli ambiti turistici diventa realtà: la Giunta provinciale ha approvato in via definitiva il regolamento che trasferisce Mori all’ambito numero 7, quello che comprende Garda Trentino, Valle di Ledro, Terme di Comano e Valle dei Laghi. L’operatività scatterà il 1° gennaio 2026.
La decisione arriva al termine di un iter tecnico-politico scandito da pareri e verifiche. L’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni, illustrando il provvedimento alla II Commissione permanente del Consiglio provinciale, ha ribadito la piena coerenza della richiesta: contiguità territoriale, affinità dell’offerta, dialogo quotidiano con l’area gardesana dal punto di vista economico, turistico e sociale. A ciò si aggiunge la volontà di ricomporre in modo organico la Val di Gresta, oggi divisa tra due ambiti.

 

 

Il passaggio in Commissione: sì della maggioranza, contrari i tre commissari di minoranza
La II Commissione, presieduta da Antonella Brunet, ha espresso parere favorevole, pur con tre voti contrari dai banchi della minoranza. Un assenso significativo, ma non unanime, che ha fatto emergere letture diverse e sensibilità territoriali non sempre convergenti. Failoni, nel suo intervento, ha ricordato il via libera del Consiglio delle Autonomie Locali e ha respinto le preoccupazioni sollevate da alcuni Comuni dell’Alto Garda – in particolare Riva del Garda e Arco – circa il rischio di frammentazione dei servizi. «In altri casi di modifica dei confini delle Apt – ha osservato – non si sono verificati problemi analoghi».

Il dibattito non è però mancato.
Roberto Stanchina (Campobase) ha invitato a ricordare il precedente del distacco della Valle dei Laghi e ha criticato la formazione di «super-Apt» poco coerenti con il ruolo delle Ata territoriali. Francesca Parolari (Pd) ha annunciato che proporrà un emendamento in manovra per introdurre un principio nuovo: che lo spostamento di un territorio da un’Apt a un’altra possa avvenire solo con il consenso dell’ente ricevente. «Nel caso di Mori – ha aggiunto – la Vallagarina rischia di subire un vulnus, e domani potrebbe seguire anche Brentonico».
Sulla stessa linea Michela Calzà (Pd), che ha parlato di rischio “erosione” e di un coinvolgimento insufficiente della conferenza dei sindaci.
Di segno opposto le posizioni della maggioranza.
Per Vanessa Masè (La Civica), la scelta «risponde finalmente alle aspirazioni di Mori».
Christian Girardi (FdI) ha parlato di un «adeguamento coerente con lo spirito della riforma Failoni, che prevede la possibilità di assestare gli ambiti nel tempo».
La presidente Brunet, infine, ha sottolineato che Mori «ha tutto il diritto di entrare in un contesto turistico effervescente come quello del vicino Alto Garda».

Il quadro provinciale: “Un territorio omogeneo, unito da storia e relazioni”
Il comunicato della Provincia ribadisce la visione politica che fa da cornice al provvedimento. «Mori rappresenta da sempre un punto naturale di collegamento tra Garda e entroterra – afferma Failoni –. Questa ridefinizione renderà più omogenea e riconoscibile la Val di Gresta, favorendo una programmazione condivisa e una promozione integrata». L’assessore ha inoltre annunciato che dopo Natale avvierà un confronto con la Vallagarina, «per accompagnare in maniera costruttiva questa fase di transizione».
L’istruttoria tecnica ha confermato tutti i requisiti previsti dalla legge provinciale del 2020: continuità territoriale, oltre un milione di presenze annue nell’ambito ricevente, adeguata dotazione ricettiva.

Un tema che interessa da vicino l’Alto Garda e Ledro
Per il nostro territorio, lo spostamento di Mori segna un ampliamento del perimetro turistico che porterà implicazioni organizzative e di programmazione. L’Azienda per il Turismo Garda Trentino, guidata dal presidente Silvio Rigatti, si troverà a coordinare un ambito ancor più articolato, con nuove sinergie da costruire sulla direttrice Mori–Nago–Torbole e nella Val di Gresta. Da Arco e Riva sono emerse perplessità sulla possibile complessità gestionale del nuovo assetto, mentre la Provincia rassicura che non vi saranno ricadute negative né frammentazioni operative.

Pro Loco “dormienti”: via libera alla revisione del registro
Nella stessa seduta la II Commissione ha espresso unanime parere favorevole all’altra proposta illustrata da Failoni: la possibilità di cancellare dal registro delle Pro Loco quelle associazioni – una decina in tutta la provincia – che risultano inattive o non operative. Potranno continuare la loro attività associativa, ma senza beneficiare dei contributi provinciali specifici. (n.f.)