1964: il “funerale” della Notte di Fiaba, i politici distratti da “polenta e osèi”

Vittorio ColomboVittorio Colombo30/08/20203min2957
fiaba.amen

Nella storia iniziata nel 1950 della Notte di Fiaba c’è anche un funerale. L’evento luttuoso si verifica nell’agosto del 1964. L’edizione 1963 era stata una sciagura; i gruppi folk esteri erano costati uno sproposito. Il Comitato era alla frutta, per l’edizione del 1964 chiede un obolo agli albergatori: “Nisba – dicono quelli – tanto i turisti i vèi lo stess”. Il comitato, con il cavaler Ettore Righi dell’Azienda Turismo, alza bandiera bianca. Il comune, sindaco Egidio Molinari e vice Mario Montagni, non ha il becco di un quattrino. La Notte di Fiaba, edizione 1964, non si fa! La notizia manda in bestia i rivani. Nasce così una delle più gustose burle cittadine. “La ferale notizia merita un funerale”, convengono al bar Maroni e al bar Italia. Si stampa un enorme, lugubre manifesto funebre. Viene affisso sulla torre Apponale. C’è però un rischio: che venga subito rimosso. Ed ecco il colpo di genio. Per il giorno scelto si organizza una gita per autorità, civili e militari, meta Magasa in Valvestino dove la compagnia, con Giunta al completo, vigili urbani e forze dell’ordine, va in trasferta e si vota al rito della “polenta e osèi”, specialità del posto. Quando il gatto manca, i topi ballano. Così per tutto il giorno del “libera nos a malo” sotto il “manifestone” a lutto, una corte di incappucciati porta a spasso una bara con candele. Si intonano litanie e “de profundis”. C’è chi prega e chi si tocca. Sul far della sera la comitiva dalla pancia piena, torna e trova il “fum dele candele” dell’”òbit” (funerale). Viene rimosso il manifesto perché “Porta pégola…”
La scritta? Eccola: “Questa sera… di agosto 1964 alle ore 22, dopo lunga e penosa agonia, confortata da quanti le vollero bene, spirava serenamente la cara NOTTE DI FIABA di anni 14. Ne danno il triste annuncio il Popolino di Riva del Garda, gli amici e i familiari che lungamente operarono per darle la vita. Con immenso dolore partecipano al lutto affranti gli Albergatori e i conoscenti tutti”. Amen e così sia se “polenta e osèi i te porta via”.
Vittorio Colombo

La Busa

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