Terre di scavo del bypass ferroviario alla cava Piscolo di Arco: serata “Onda”

Redazione30/04/20264min
CAVA PISCOLO ARCO LUCIO CARLI dettaglio_entrata ante operam (1) W


 

Il bypass ferroviario di Trento continua a far discutere anche fuori dal capoluogo e ora il dibattito arriva direttamente in Alto Garda, dove cresce l’attenzione per le possibili ricadute ambientali e viabilistiche legate alla gestione delle terre di scavo provenienti dal grande cantiere ferroviario.
Secondo quanto evidenziato dal gruppo consiliare provinciale Onda, sul territorio altogardesano potrebbero arrivare oltre 200 mila metri cubi di materiale di scavo, una quantità imponente destinata a sollevare interrogativi non solo sul piano logistico, ma anche sotto il profilo ambientale e della sostenibilità complessiva dell’operazione.
Per approfondire il tema e confrontarsi con cittadini e categorie economiche, Onda Alto Garda e Ledro ha organizzato un incontro pubblico aperto alla cittadinanza in programma lunedì 4 maggio, alle ore 20.30 ad Arco, nella Casa Sociale di Romarzollo, in via della Fossa 19.
L’iniziativa si inserisce in un percorso già avviato dal movimento con altre serate pubbliche svolte a Meano, Civezzano e Sopramonte, territori anch’essi coinvolti nel dibattito sulle conseguenze del bypass ferroviario e sulla gestione dei materiali di risulta.

 

 

Il nodo centrale riguarda proprio il destino delle terre di scavo prodotte dai lavori del bypass di Trento. Secondo le stime riportate da Onda, il trasferimento di questi materiali comporterebbe il passaggio di circa 11 mila camion pesanti, con inevitabili ripercussioni sulla viabilità locale, già spesso sotto pressione nei periodi di maggiore afflusso turistico.
Una prospettiva che preoccupa soprattutto in un’area come l’Alto Garda, caratterizzata da un equilibrio territoriale delicato, con forti presenze agricole, una vocazione turistica consolidata e una fragilità idrogeologica che rende ogni intervento particolarmente sensibile.
Il timore, sottolineano gli organizzatori, riguarda sia il possibile congestionamento del traffico sia i rischi di inquinamento ambientale legati al trasporto e al conferimento dei materiali.
Non si tratta soltanto di un problema viario, ma di una questione che coinvolge direttamente la qualità della vita dei residenti, la tutela del paesaggio e la sostenibilità futura di un territorio che vive anche della propria immagine ambientale.
Per affrontare il tema sotto il profilo tecnico e giuridico, la serata vedrà la partecipazione dell’avvocato Marco Cianci, chiamato ad approfondire gli aspetti legali dell’operazione, e di Elio Bonfanti, attivista No Tav di Trento, da tempo impegnato nell’analisi critica del progetto ferroviario.
A moderare il confronto sarà Filippo Degasperi, consigliere provinciale e regionale, figura di riferimento del gruppo Onda.
L’invito è rivolto non solo ai cittadini, ma anche ad agricoltori e operatori turistici, chiamati a confrontarsi su una scelta che potrebbe avere effetti concreti e duraturi anche ben oltre i confini del cantiere trentino.
Il bypass ferroviario, pensato come infrastruttura strategica per il corridoio del Brennero e per il potenziamento della mobilità ferroviaria, continua così ad aprire interrogativi complessi sul rapporto tra grandi opere e territori periferici, spesso coinvolti indirettamente ma con conseguenze tutt’altro che marginali.
La serata di Arco si preannuncia quindi come un momento importante di confronto pubblico, in un contesto dove la richiesta principale resta quella di chiarezza: capire dove finiranno realmente le terre di scavo, con quali garanzie ambientali e con quali impatti concreti sulla vita quotidiana dell’Alto Garda. (n.f.)