Renato Martinelli, quella bontà d’animo che sapeva di… caffè

Redazione07/06/20264min
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Per i suoi innumerevoli amici il Renato era l’uomo del caffè; di più, era l’uomo dell’Omkafè. Il marchio fu creato nel 1947 da suo padre, Ottorino Martinelli, che diede il via all’attività, affiancato dalla moglie Maria, con la “Casa del Caffè” in via Maffei a Riva. Da lì il cammino di Omkafè si sviluppò in diverse forme fino ad arrivare, nel gennaio del 2009, all’inaugurazione del centro di via Aldo Moro di Arco. Oggi al timone ci sono i nipoti del fondatore. Ma fu proprio Renato, nel 2009, a tagliare il nastro della nuova sede. In quella occasione ricordò il valore di tre generazioni che si sono passate il testimone della passione per il lavoro e per il buon caffè. Dopo la pensione Renato ha sempre rappresentato l’anima dell’azienda.
Credo che ricordando con affetto Renato, scomparso nel 2020 a 78 anni, sia giusto e bello definirlo soprattutto un “uomo buono”, dove bontà è un valore che comprende generosità, sensibilità, amore per il prossimo. Renato è stato un personaggio autentico, che faceva di tutto per stare dietro le quinte, tanto era, per sua natura, modesto e schivo. La sua era un’umanità che al giorno d’oggi è merce rara, forse fuori moda. Era profondamente religioso: animato da una fede che lo rendeva felice e ottimista. L’attenzione per il prossimo andava a coincidere con un profondo rispetto per i valori, quello per l’uomo e quello per il divino. Aveva un carattere aperto, sprizzava allegria ed entusiasmo. È stato anche uomo dinamico, uomo di progetti, di esperienze personali e collettive, innamorato della sua Riva, delle tradizioni, della storia. Ha dedicato entusiasmo ed energie alle molte iniziative nel segno del volontariato e della valorizzazione di Riva, che hanno caratterizzato la vita della città. È stato nella Notte di Fiaba, nella Corsa Matta, nel Gruppo Folkloristico, in Riva Fiorita, per otto anni presidente del coro Anzolim de la Tor e, cosa che lui non voleva si dicesse, in innumerevoli opere benefiche. Aiutare chi aveva bisogno faceva parte della sua natura. Ha sempre aperto la porta, del suo cuore e delle sue risorse, a quanti hanno bussato. Ti sembra di vederlo capace di stupirti quando levava come un prestigiatore, dal macchinone, libri, dvd o dalle tasche cacciaviti, pile, telecomandi, cavi e aggeggi di ogni tipo. Armeggiava e risolveva piccoli e grandi problemi. La sua era la religione del donare: con i libri, i dvd, i documenti storici e le foto regalava e si regalava gioia, senza mai nulla chiedere in cambio. Aveva nel cuore, con la sua famiglia, la Sat, la Fraglia della Vela, l’Oratorio e la Parrocchia. Leggendaria era la sua collezione di videoregistratori, cineprese, proiettori, come leggendarie sono state le sue nottate passate ad assemblare pezzi di pellicola, per poi trasferire su dvd filmati della vecchia Riva, ricordi di persone care che non ci sono più se non nei fotogrammi dei suoi vecchi film salvati dalla sua volontà di fermare immagini e ricordi.
Caro Renato, sono certo di farmi interprete dei sentimenti di molti: è stato un privilegio averti avuto per amico.
Vittorio Colombo