Passerelle sul ponte di Arco, il progetto prende forma

“Un’opera strategica per la mobilità e la sicurezza di uno degli accessi principali alla città di Arco”. Con queste parole il vicesindaco Marco Piantoni ha aperto, il 18 marzo a Palazzo Panni, l’incontro con gli stakeholder dedicato al progetto delle nuove passerelle ciclopedonali sul ponte storico del fiume Sarca. Una serata articolata, costruita per accompagnare passo dopo passo la comprensione di un intervento complesso e destinato a incidere profondamente sulla vita cittadina. L’avvio del cantiere, se il bando non riserverà sorprese, è stimato per metà giugno. Con una durata dei lavori prevista di (almeno) nove mesi.
La scelta progettuale: due passerelle per sicurezza e integrazione
“Abbiamo voluto condividere in modo trasparente il percorso che ha portato alla definizione dell’intervento”, ereditato dalla precedente amministrazione, ha spiegato Piantoni, ripercorrendo le tappe che hanno condotto alla soluzione attuale.
“Si è arrivati alla soluzione delle due passerelle, a monte e a valle del ponte, per rispondere in modo più efficace alle esigenze di sicurezza, funzionalità e integrazione con la rete ciclopedonale esistente e futura”. Seguendo alla lettere le indicazioni del Servizio Bacini Montani.
Una scelta che punta a risolvere criticità storiche, rafforzando al tempo stesso il collegamento con i percorsi ciclopedonali già presenti e quelli in fase di sviluppo.
Il progetto nel dettaglio e le fasi di cantiere
Durante la serata, i progettisti hanno illustrato le caratteristiche tecniche dell’opera e le modalità di realizzazione.
“Particolare attenzione è stata dedicata alle fasi di cantierizzazione, elemento centrale per comprendere tempi, impatti e organizzazione dei lavori in un contesto complesso come quello del ponte sul Sarca”, ha sottolineato il vicesindaco Piantoni.
Un passaggio fondamentale per chiarire fin da subito le ricadute operative dell’intervento in un’area strategica e fortemente vincolata.
Tempistiche e coordinamento con gli altri cantieri
“Si è ritenuto necessario procedere con urgenza”, ha evidenziato Piantoni, collegando la realizzazione dell’opera al quadro più ampio dei lavori previsti sul territorio.
“La tempistica è strettamente legata alla presenza e alla programmazione di altri cantieri: l’obiettivo è evitare, per quanto possibile, sovrapposizioni che potrebbero generare criticità ancora maggiori per la viabilità e per la vita quotidiana della città”.
Tra gli interventi citati:
– il rifacimento della passerella all’ex oratorio: dal 1 febbraio al 30 aprile 2027, durata lavori 3 mesi;
– la rotonda di Bolognano: dal primo maggio al 31 ottobre 2027, durata 6 mesi;
– i lavori della Loppio-Busa (UF3), dal Cretaccio al tratto San Giovanni–Maza, dal primo luglio 2027 al 31 dicembre 2029, durata 3 anni.
Viabilità e gestione del traffico: il nodo più delicato
“Uno degli aspetti più delicati dell’intervento” riguarda la gestione della viabilità durante il cantiere.
Il vicesindaco Piantoni ha ricordato come le valutazioni abbiano tenuto conto dei vincoli strutturali dell’area, dell’assenza di percorsi alternativi diretti e della contemporanea presenza dei cantieri del Servizio Bacini Montani.
Sono state inoltre considerate le esigenze di realtà strategiche come l’istituto scolastico di Prabi, Trentino Trasporti, i Vigili del Fuoco e i mezzi di emergenza.
“Dall’analisi è emerso che l’unica soluzione tecnicamente sostenibile è quella di prevedere un senso unico alternato”, regolato da “un sistema intelligente in grado di ottimizzare i flussi e garantire la priorità in caso di emergenze”.
Impatto sui cittadini e impegno dell’amministrazione Fiorio
“Siamo pienamente consapevoli dell’impatto che i lavori avranno sulla vita quotidiana dei cittadini”, ha dichiarato Piantoni. Proprio per questo, ha aggiunto, “l’impegno è quello di individuare soluzioni organizzative che riducano al minimo i disagi, garantendo al tempo stesso la sicurezza e la realizzazione nei tempi previsti”.
Sulla stessa linea d’onda, anche le parole della sindaca Fiorio: “è un’opera obbligata, sarà un problema per tutti, ma va affrontata con coraggio e con la consapevolezza, da parte di noi cittadini, di collaborare e cambiare, per un periodo, le nostre abitudini. Con una maggiore flessibilità nella scelta dei mezzi per gli spostamenti quotidiani, soprattutto in estate“.
Un percorso di confronto e un’opera non rinviabile
L’incontro è stato definito “un momento importante di confronto e informazione”, pensato per accompagnare la comunità lungo tutte le fasi dell’intervento.
Un’opera che l’amministrazione Fiorio considera “necessaria e non più rinviabile” e che, una volta completata, porterà “un miglioramento significativo in termini di sicurezza, mobilità sostenibile e qualità dello spazio urbano” in uno dei punti più sensibili di Arco. (n.f.)













