Magasa e Valvestino sempre più trentini

Redazione11/06/20242min
MAGASA Panoramamagasa



 

Magasa e Valvestino (due piccoli comuni della sponda bresciana) vedono riaccendersi le speranze di ri-aggregazione alla Provincia Autonoma di Trento, come prevede l’articolo 132 della Costituzione, anche alla luce delle istanze legate a progetti di collegamento con il territorio trentino. Lo riferisce alla stampa il sindaco di Magasa, Federico Venturini, noto imprenditore nel settore alberghiero altogardesano, proprietario dell’albergo Centrale a Riva del Garda e Palace Hotel Città di Arco.

Come si ricorderà, nel 2008, gli abitanti dei due piccoli comuni bresciani avevano chiesto con un referendum l’aggregazione al Trentino. Da allora, la richiesta di annessione non ha fatto molti passi avanti. Ma nelle ultime settimane, spiega alla stampa il sindaco di Magasa, l’iter avrebbe ripreso forza. Il Ministero per gli affari regionali ha chiesto alla Regione Lombardia e alla Provincia di Trento se l’interesse di annessione è ancora vivo e se c’è chiara intenzione a concludere la pratica.

Lunedì 8 aprile, l’assessore della Provincia autonoma di Trento, Simone Marchiori, aveva incontrato alcuni rappresentanti istituzionale dei Comuni di confine, spiegando loro che “ci troviamo in una fase in cui viene presa in considerazione la revisione dello Statuto di Autonomia e questo rappresenta un momento di dibattito in cui si potrà porre il tema dell’aggregazione dei comuni di Pedemonte, Magasa e Valvestino che storicamente hanno condiviso i loro destini con quelli della Provincia autonoma di Trento”.

Da aprile ad oggi, il Ministero di Calderoli ha chiesto altre informazioni, documenti relativi a varie pratiche concluse fino ad oggi. Per il sindaco Venturini, sempre in contatto con gli uffici romani, non mancherebbe molto alla conclusione dell’iter. Ma sul tavolo della discussione resta un tema, altrettanto importante. I collegamenti fra le vallate trentine e bresciane. Il progetto della galleria Bondone-Valvestino è stata accantonata, per gli altissimi costi. Per il sindaco Venturini una soluzione potrebbe essere l’allargamento della vecchia mulattiera – “Bocca di Valle” – che scende fino a Storo.

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