Lavori al Ponte di Arco: incontro pubblico per spiegare scelte e tempi

Dopo settimane di dibattito, commenti e interrogativi, l’amministrazione comunale sceglie la strada del confronto pubblico. Mercoledì 3 giugno, alle 20, l’auditorium di Palazzo dei Panni ospiterà un’assemblea straordinaria unificata dei Comitati di partecipazione dedicata a uno dei temi più discussi degli ultimi mesi: la realizzazione delle nuove passerelle ciclopedonali a margine del ponte storico sul fiume Sarca.
Un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza, nel quale il vicesindaco Marco Piantoni, affiancato dalla sindaca Arianna Fiorio e dalla consigliera delegata alla partecipazione Angelina Pisoni, illustrerà nel dettaglio il progetto, le tempistiche e le modalità di gestione di un cantiere destinato inevitabilmente a incidere sulla mobilità cittadina.
L’incontro arriva in un momento particolarmente delicato. In questi giorni sono infatti comparsi i nuovi impianti semaforici intelligenti che regoleranno il traffico durante i lavori e che, una volta concluso il cantiere, saranno testati anche per una possibile regolazione permanente dell’incrocio tra ponte, via della Cinta e via Caproni Maini.
Una novità che ha generato decine di commenti e richieste di chiarimento, pubblicati sotto l’articolo de La Busa online (leggi). A raccoglierle e affrontarle direttamente è stato lo stesso Piantoni attraverso una lunga riflessione pubblicata sui social.
«Per anni si è preferito rinviare»
Il primo punto affrontato dal vicesindaco riguarda proprio la storia di quest’opera. «Qualcuno potrebbe immaginare che non vedessi l’ora di far partire i lavori delle passerelle», scrive Piantoni. «In realtà le precedenti amministrazioni, pur di non avviare questo intervento, hanno preferito per anni cercare soluzioni temporanee e rimandare una decisione definitiva».
Secondo il vicesindaco, il motivo principale sarebbe stato il timore delle conseguenze sulla viabilità, una criticità che ancora oggi rappresenta il principale motivo di preoccupazione per residenti e attività economiche.
Quando l’attuale amministrazione si è insediata, spiega Piantoni, il progetto aveva già superato una parte significativa dell’iter autorizzativo. «Ho trovato un progetto che aveva già ottenuto parte delle autorizzazioni e che nei suoi contenuti tecnici non era più modificabile». Le prescrizioni espresse dalla Commissione per la Pianificazione Territoriale e dai Bacini Montani avevano infatti già definito i requisiti dell’opera. I margini di intervento dell’amministrazione riguardavano quindi le modalità operative e non l’impostazione progettuale.
La domanda che tutti fanno: perché adesso?
È probabilmente il quesito più ricorrente tra i cittadini. Perché avviare un cantiere così impattante proprio all’inizio della stagione turistica? La risposta di Piantoni è netta: «Il momento perfetto probabilmente non esiste». L’amministrazione ha scelto di intervenire prima dell’apertura della tratta San Giovanni-Maza della Loppio-Busa, destinata a riversare per anni consistenti flussi di traffico sulla viabilità di Bolognano. Partire a metà giugno significa certamente convivere con l’arrivo dei turisti, ma anche beneficiare della chiusura delle scuole e della conseguente diminuzione dei flussi quotidiani verso Prabi. E chi propone settembre? «A settembre riaprono le scuole e il territorio ospita ancora eventi molto partecipati come il Rock Master». Ottobre? «A metà novembre iniziano i mercatini di Natale». Rinviare al 2027? «Pasqua cadrà già il 28 marzo». Per Piantoni continuare a inseguire il “momento ideale” rischierebbe soltanto di rinviare ancora una volta un’opera considerata ormai indispensabile.
Nove mesi di lavori e traffico regolato dai semafori intelligenti
I lavori veri e propri dovrebbero entrare nel vivo a breve. Il contratto prevede una durata di nove mesi.
Anche questo elemento ha inciso sulla scelta di partire subito, evitando sovrapposizioni con altri interventi già programmati sul territorio, dalla futura passerella ciclopedonale dell’ex oratorio alla nuova rotatoria di Bolognano, fino alle opere collegate alla Loppio-Busa.
Durante il cantiere il ponte sarà regolato da un senso unico alternato gestito da un sistema semaforico adattivo.
Una tecnologia che, spiega il vicesindaco, sarà in grado di rilevare i flussi in tempo reale, modificare automaticamente i tempi di attesa e garantire sempre la precedenza ai mezzi di emergenza.
Scuola, autobus e soccorsi: «Tutti coinvolti»
Uno dei timori più diffusi riguarda le possibili ripercussioni sui servizi essenziali. Su questo punto Piantoni assicura che il lavoro preparatorio è già stato svolto. «Le esigenze della scuola di Prabi, di Trentino Trasporti, dei Vigili del Fuoco e dei soccorsi non sono state valutate in astratto».
L’amministrazione ha infatti attivato specifici tavoli tecnici con tutti i soggetti coinvolti, chiamati a contribuire alla definizione delle modalità operative del cantiere.
L’obiettivo dichiarato resta quello di ridurre al minimo i disagi per cittadini, residenti e attività economiche.
La serata del 3 giugno servirà proprio a questo: spiegare nel dettaglio un’opera attesa da anni, raccogliere domande e osservazioni e tentare di sciogliere i dubbi che ancora accompagnano uno dei cantieri più importanti per il futuro della mobilità cittadina.
Nicola Filippi











