Lavori al “Foro Boario” di Arco, sostituito un albero

Proseguono gli interventi legati alla riqualificazione del parcheggio del Foro Boario, uno degli spazi più centrali e utilizzati della città. Nell’ambito dei lavori di sostituzione delle piastre ammalorate, l’amministrazione comunale ha disposto la rimozione di un esemplare di Liquidambar, situato all’inizio del filare sul confine sud del piazzale.
A dare comunicazione dell’operazione è stata l’assessora all’ambiente Chiara Parisi, che ha chiarito come la decisione sia stata assunta a seguito di valutazioni tecniche effettuate nei mesi scorsi.
Le criticità strutturali
L’albero, elemento di riconosciuto pregio ornamentale e apprezzato per il contributo estetico all’area, presentava tuttavia criticità strutturali rilevanti. Durante un sopralluogo specialistico svolto nel novembre scorso con un tecnico della Fondazione Edmund Mach (FEM), sono emersi problemi legati alla stabilità del fusto, compromesso da traumi risalenti nel tempo.
Situazioni di questo tipo rappresentano una delle principali sfide nella gestione del verde urbano. Le alberature cittadine, infatti, vivono in contesti complessi, esposte a sollecitazioni meccaniche, eventi atmosferici e interferenze infrastrutturali che possono incidere sulla loro integrità. La rimozione si è quindi configurata come un intervento necessario per garantire la sicurezza di un’area ad alta frequentazione, dove la presenza di veicoli e pedoni impone criteri particolarmente rigorosi di prevenzione del rischio. In ambito urbano, la tutela dell’incolumità pubblica costituisce un parametro prioritario, spesso determinante nelle scelte relative al patrimonio arboreo.
La sostituzione e l’approccio tecnico
Contestualmente all’abbattimento, il Comune ha già predisposto la messa a dimora di un nuovo esemplare, assicurando continuità al filare e al disegno complessivo dell’area. L’intervento è stato accompagnato da una soluzione tecnica mirata: l’installazione di un anello protettivo in cemento forato, progettato per favorire lo sviluppo delle radici in profondità e ridurre possibili interferenze con la pavimentazione.
Una scelta che riflette un approccio sempre più orientato alla compatibilità tra alberature e infrastrutture, tema centrale nella pianificazione degli spazi pubblici contemporanei.
Verde urbano come infrastruttura: il caso del parcheggio “Al Ponte”
Il tema della gestione e della funzione del verde urbano trova un ulteriore sviluppo in un altro intervento recentemente illustrato alla redazione de La Busa online dall’assessora Parisi: quello relativo al parcheggio di attestamento “Al Ponte” (ex Carmellini), per anni al centro di dibattiti e lunghe fasi di cantiere.
Qui, mentre i lavori si avviano alla conclusione, l’attenzione si concentra sul completamento delle opere di piantumazione. L’intervento viene definito dall’assessora come “verde funzionale”, espressione che sottolinea una visione precisa: il verde non come semplice elemento decorativo, ma come componente strutturale dello spazio urbano.
Nel progetto aggiornato, sviluppato in collaborazione con gli uffici tecnici comunali e condiviso con l’assessorato alle opere pubbliche, è stata introdotta una maggiore varietà di specie ed essenze. La selezione ha privilegiato piante rustiche e resistenti, capaci di adattarsi alle condizioni climatiche locali e coerenti con il contesto ambientale dell’Alto Garda.
La disposizione delle nuove alberature e degli arbusti è stata studiata per evitare criticità frequenti nei parcheggi urbani, come il conflitto tra apparati radicali e superfici pavimentate, puntando sulla durabilità nel tempo e sulla sostenibilità manutentiva.
Parcheggi e qualità ambientale
L’approccio adottato per l’area ex Carmellini evidenzia un cambio di prospettiva più ampio. I parcheggi, tradizionalmente concepiti come spazi esclusivamente funzionali alla sosta, vengono riletti anche come luoghi critici dal punto di vista ambientale, soggetti a elevate emissioni di calore e concentrazioni di inquinanti.
In questo contesto, alberi e arbusti assumono un ruolo che va oltre l’estetica: contribuiscono alla mitigazione delle temperature, al miglioramento del microclima e all’assorbimento di parte degli inquinanti generati dal traffico veicolare e dalle manovre di parcheggio.
Una linea comune negli interventi cittadini
La gestione per fasi dei lavori, con chiusure parziali e temporanee, rappresenta una modalità operativa già adottata anche in altre zone cittadine, compreso il Foro Boario. L’obiettivo resta quello di limitare i disagi per l’utenza, mantenendo la piena funzionalità degli spazi durante gli interventi.
Nel disegno complessivo emerge così una linea amministrativa che attribuisce al verde urbano un valore strategico, non solo paesaggistico ma infrastrutturale. Una visione che riflette un orientamento sempre più diffuso nelle politiche urbane contemporanee, dove la qualità ambientale diventa parte integrante della progettazione degli spazi pubblici. (n.f.)










