La compagnia dei nonni, stretti sulla panchina del Brolio

RubricaRubrica22/03/20203min759
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La foto era sgualcita e anche i colori avevano preso tonalità pastello, tendenti ad un rosso sfocato. La foto fissava un’immagine di ordinaria quotidianità.
Si ritrovavano, in quelle giornate nelle quali tutto era scontato, su una panchina al Brolio a Riva del Garda. Allora erano di legno e davvero comode. I grandi alberi, il canale con la Rocca, lo spettacolo delle acque del Garda baciate dal sole. Ritrovarsi era diventato per la compagnia dei nonni un rituale. Felicità era parlare del tempo, di quanto era cara la vita, dei figli o dei nipoti che era bello abbracciare e sbaciucchiare. Felicità era anche ingannare il tempo lungo della terza età, stretti stretti sulla loro panchina di legno. Il contatto fisico era di quelli che davano calore e chi parlava volgeva lo sguardo e la bocca, tanto che gli altri potevano sentire che le parole arrivare dirette, quasi fossero carezze. Quel mattino, quello della foto, le tre amiche avevano le calze grosse da mezza stagione e i vestiti comodi, di tutti i giorni. La prima sfrerruzzava e il filo di lana usciva, come d’incanto, dal sacchetto di plastica posto ai suoi piedi nel quale c’era il gomitolo. Gli occhiali le erano scesi sul naso e le altre l’avevano scanzonata per la sua aria dottorale. La bottiglia a terra poteva aver contenuto dell’acqua ma era vuota e qualcuno, passando, le aveva prese bonariamente in giro. La seconda donna si godeva il sole sonnecchiando beata. La terza controllava, dubbiosa, il procedere del lavoro a maglia, in grembo un giornale passato di mano in mano. L’anziano se ne stava un po’ per conto proprio, per niente preso dai discorsi sul tempo o sui nipoti: gillet e camicia, bellissimo cappello e una misteriosa borsa di cuoio di quella dei dottori di famiglia di una volta. Teneva qualcosa nelle mani in una posa che, qualche anno più tardi, avrebbe fatto dire a qualcuno: “Ma guarda il nonno come smanetta col telefonino”.
Chi guarda oggi la foto, ormai datata, è una persona anziana in una Casa di riposo. Vive la segregazione imposta da questi nostri tragici giorni, tutti gli stanno alla larga e ha tanta paura perché qualche letto è ormai vuoto. È per questo che l’immagine, che viene da un’altra vita, gli sembra bella ma irreale. Così colorata di nostalgia e di sogni traditi.
Vittorio Colombo


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