Il nuovo teatro di Arco guarda anche al cinema

Un teatro che sappia parlare più linguaggi, capace di accogliere spettacolo dal vivo, musica e – perché no – anche il cinema. È questa la direzione verso cui si sta muovendo il progetto del nuovo teatro ipogeo di Arco, in costruzione nell’area dell’ex Quisisana, in via Cesare Battisti, dopo un percorso lungo e non privo di difficoltà.
A confermarlo è l’assessore alla cultura della giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio, Massimiliano Floriani, che nelle ultime settimane ha chiarito pubblicamente lo stato dell’arte del progetto e le prospettive future della struttura.
Le parole dell’assessore Floriani
«L’attuale progetto del teatro al Quisisana non prevede la predisposizione per proiezioni cinematografie. Abbiamo allora chiesto al progettista di verificare la possibilità di integrare anche questo aspetto, almeno predisponendo la sala e la regia, per così in futuro poterla implementare con un proiettore e uno schermo cinema, ovviamente senza mai andare in competizione e sovrapposizione con le attività di proiezione dell’oratorio di Arco e della sala della comunità di valle».
Un passaggio chiave, che chiarisce come l’ipotesi cinema non nasca per sostituire realtà esistenti, ma per completare l’offerta culturale cittadina. «Un utilizzo legato anche al cinema è comunque un aspetto importante nelle dotazioni tecniche, per avere un teatro che abbracci diverse discipline», sottolinea Floriani.
A che punto è il progetto
Dal punto di vista tecnico, il cantiere si avvia verso una fase decisiva. «Attualmente il progettista è in fase di stesura del progetto per le ultime lavorazioni, che prevedono appunto impianti e forniture audio e video, alcune lavorazioni edili non completate, la parte tecnica del palco e delle quinte con graticci e americane, il rivestimento acustico della sala e infine l’arredo di sala», spiega l’assessore.
Sono già in corso incontri operativi per accelerare l’iter: «Sono in corso incontri per poter al più presto approvare il progetto ed entro l’anno bandire la gara di fornitura».
Gestione futura e ruolo delle associazioni
Parallelamente, l’Amministrazione sta lavorando anche sul futuro gestionale del teatro, un tema centrale dopo le vicissitudini che per anni hanno accompagnato la nascita di questa opera, tra ripensamenti progettuali, tempi allungati e aspettative crescenti da parte della cittadinanza.
«Contemporaneamente stiamo valutando le varie ipotesi per la sua futura gestione, tenendo conto anche delle varie realtà associative che da decenni animano la vita culturale della nostra città», conclude Floriani, richiamando il ruolo fondamentale del tessuto associativo arcense.
Un’infrastruttura attesa da anni
Il teatro ipogeo dell’ex Quisisana rappresenta una delle opere culturali più attese degli ultimi anni ad Arco. Pensato come spazio moderno e polifunzionale, dovrà rispondere a una domanda culturale in crescita, come dimostrano i numeri delle sale esistenti e l’interesse costante del pubblico.
La possibile apertura anche al cinema, pur senza sovrapposizioni, va letta in questa chiave: non un cambio di rotta, ma un ampliamento di visione, per dare alla città un luogo capace di evolversi nel tempo e di diventare un vero punto di riferimento per l’Alto Garda.
Un teatro che nasce dal sottosuolo, ma che guarda lontano. (n.f.)










