Comunità energetica rinnovabile, questa sconosciuta

Redazione27/07/20213min325
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CER, ovvero Comunità Energetica Rinnovabile. Una sigla ad oggi sconosciuta, ma molto presto destinata ad entrare tra gli acronimi di uso comune. La Comunità Energetica Rinnovabile consiste in una realtà nella quale privati cittadini, associazioni ed imprese commerciali, possono installare o utilizzare se esistenti, impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e autoconsumarla. Il primo esempio di questo tipo è stato inaugurato qualche giorno fa a Riccomassimo di Storo su iniziativa del CEDIS, il locale Consorzio Elettrico, alla presenza di numerose autorità locali, tra cui il viceresidente della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina.
CEDIS ha promosso la costituzione della prima comunità energetica del Trentino nella frazione di Riccomassimo, un borgo di montagna di 51 abitanti, di cui 13 bambini e ragazzi, all’interno del proprio territorio sociale. Si è proposto come produttore terzo, offrendo le proprie conoscenze nell’ambito sia normativo che tecnico per la realizzazione, in collaborazione con la neo costituita APS La Buona Fonte, della CER Riccomassimo, Comunità Energetica Rinnovabile. I rappresentanti de La Buona Fonte, supporto giuridico su cui è fondata la CER, hanno contattato tutti i titolari di utenze elettriche illustrando l’opportunità di associarsi, impegnandosi ad utilizzare l’energia elettrica nelle ore in cui è possibile condividere la produzione dell’impianto.
L’iniziativa è stata accolta con molto favore, andando ad incastrarsi nel progetto già avviato anche dall’Amministrazione comunale di Storo di recupero dello stabile dove si è realizzato l’impianto fotovoltaico, con l’obiettivo in futuro di creare spazi di socializzazione all’interno dello stesso ed un parco giochi all’esterno.
CEDIS ha commissionato alla Elettro M2 di Ledro un impianto fotovoltaico da 18 kWp. Il sistema è formato da pannelli fotovoltaici. Ciascun pannello è abbinato a un ottimizzatore posizionato sul retro (per ottimizzare la produzione). Il sistema accumula l’eccesso di energia pulita garantendo alle abitazioni del borgo di sfruttarla anche quando il sole non c’è. Produzione e consumo vengono monitorati attraverso una apposita app che permette il controllo in tempo reale e l’ottimizzazione istantanea dei flussi di energia per ridurre al massimo la dipendenza dalla rete elettrica. Va ricordato che proprio nel giugno scorso è stato approvato il nuovo Piano Energetico Ambientale Provinciale 2021-2030 dove le comunità energetiche sono individuate come una delle dodici linee strategiche del nostro territorio per traghettare il Trentino verso una riduzione delle emissioni che alterano il clima.

La Busa

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