Arco, la navetta per il Castello è ancora ferma: nuova perizia per la strada

Gianluca Ricci25/04/20212min637
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Purtroppo il viaggio inaugurale della navetta elettrica che dovrebbe consentire un più agevole collegamento fra il centro storico di Arco e la lizza bassa del suo Castello dovrà attendere ancora un po’. Come ha chiaramente spiegato il vicesindaco Roberto Zampiccoli, che si è preso cura di questo progetto fin dai suoi esordi accompagnandolo passo passo fino a quella che sembrava la conclusione definitiva, proprio nel momento in cui tutte le carte erano state predisposte e tutti i permessi ottenuti a livello provinciale, è entrata in vigore la Carta provinciale di rischio idrogeologico. Ciò comporta che tutti i progetti per i quali non sia ancora stata assegnata l’esecuzione dovranno essere rivisti alla luce dei nuovi parametri che la Provincia ha fissato nel nuovo documento normativo: «L’applicazione dei nuovi parametri – ha spiegato Zampiccoli – ci impone un approfondimento a livello di perizia idrogeologica che per forza di cose allungherà i tempi di elaborazione dell’adeguamento della strada che porta al Castello».

Com’è noto, il progetto prevede la realizzazione di tre slarghi in modo che la navetta che sale e quella che scende possano incrociarsi senza problemi o possano evitare eventuali carrozzine o biciclette: «Non si tratta di ampliamento – ha precisato il vicesindaco – ma di semplice adeguamento: purtroppo anche questo tipo di operazione cade nell’ambito della casistica prevista dalla nuova carta di rischio idrogeologico e dunque, prima di assegnare i lavori, dobbiamo attendere questo supplemento di indagine». Quando la strada sarà stata adeguata, il pullmino elettrico in possesso delle dimensioni giuste per poter transitare lungo quella strada potrà portare al castello 14 persone per volta più una carrozzina: «Nel totale rispetto dell’ambiente – ha ricordato Zampiccoli – potremo garantire la salita al castello anche ai portatori di handicap e alle categorie deboli, che altrimenti fin lassù non potrebbero mai arrivare».

La Busa

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