Ad Arco non si cancella la Memoria della Shoah

RedazioneRedazione28/01/20203min351
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Nel giorno dedicato alla memoria della Shoah il Comune di Arco ha ricordato come tradizione tutti i deportati nei campi di sterminio e tutte le vittime della follia nazi-fascista, dedicando un pensiero particolare ai concittadini e agli ospiti di Arco che furono deportati ad Auschwitz, senza più tornare: Eva Haas Flatter, Gino Tedeschi e Arturo Cassin, oltre al sopravvissuto e cittadino onorario Leo Zelikowski, internato ad Auschwitz, scomparso da qualche anno.
La cerimonia si è svolta in serata ai giardini di via Bruno Galas al monumento dedicato ai deportati arcensi, con la partecipazione della professoressa Maria Luisa Crosina, storica e autrice di importanti studi sulla Shoah (fu lei, nel 1993, ovvero sette anni prima dell’analoga iniziativa del Parlamento italiano, a proporre e ottenere dal Comune di Arco di istituire il Giorno della Memoria), presenti il sindaco Alessandro Betta e parte della Giunta e del Consiglio con il presidente Flavio Tamburini, la Polizia locale con il comandante Marco D’Arcangelo, le forze dell’ordine, il Nucleo Volontari Alpini Alto Garda e Ledro, gli Alpini di Arco e di altri Gruppi Ana dell’Alto Garda e quello di Trento. Ospiti inoltre il coro dell’istituto Gardascuola e quello della Lega Vita Serena, autori di due intermezzi canori.
La cerimonia si è aperta con l’intervento del sindaco, che si è detto preoccupato per alcuni segnali di antisemitismo e di imbarbarimento ed ha raccomandato di non dimenticare da dove sia partita la seconda guerra mondiale. Marialuisa Crosina ha ricordato i fatti storici, ovvero l’arresto e la deportazione da Arco, nel dicembre del 1943, di Eva Haas Flatter, Gino Tedeschi e Arturo Cassin, e di Leo Zelikowski, unico a ritornare. La prof.ssa Crosina ha invitato a tenere memoria non solo dell’immane tragedia che fu la Shoah, ma anche dei tantissimi che, a rischio della vita, silenziosamente aiutarono gli ebrei a sfuggire alle persecuzioni.
La cerimonia si è conclusa, come tradizione, con il rito della posa del sasso della memoria da parte del sindaco e della prof.ssa Crosina, e quindi delle candele che tutti i partecipanti hanno tenute in mano, accese, per tutta la durata della cerimonia.
A seguire la processione verso l’oratorio San Gabriele, dove c’è stata la proiezione del cartone animato «La stella di Andra e Tati», che racconta la Shoah vista con gli occhi di due bambine di 4 e 6 anni, le sorelle Alessandra e Tatiana Bucci, ebree italiane di Fiume deportate ad Auschwitz.


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