Riva, la battaglia per salvare il grande cedro arriva in Consiglio

Dalla raccolta firme alle carte del Comune. La mobilitazione per salvare il grande cedro di Riva del Garda compie un nuovo passo e approda ufficialmente sul tavolo dell’amministrazione comunale. Voce Comune per Riva ha depositato un’interrogazione a risposta scritta per conoscere quale futuro attenda l’imponente albero presente nell’area interessata dall’intervento di demolizione e ricostruzione del fabbricato individuato dalla p.ed. 1984 C.C. Riva.
A firmare il documento, datato 31 agosto, sono i consiglieri Elisabetta Aldrighetti, Nicola Santoni, Salvatore Mamone e Giovanni Vivaldelli, che chiedono al sindaco Alessio Zanoni e alla Giunta di chiarire innanzitutto un punto: il progetto prevede il mantenimento del cedro nella posizione attuale oppure la sua rimozione?
Non si tratta, sottolineano i consiglieri, di un albero qualunque. L’esemplare avrebbe una circonferenza di circa tre metri, supererebbe i 20 metri d’altezza e avrebbe un’età stimata tra i 70 e gli 80 anni.
«Un patrimonio non immediatamente sostituibile»
Voce Comune richiama il Regolamento comunale per la tutela e la promozione del verde urbano pubblico e privato, che comprende i cedri tra gli alberi di prima grandezza e considera, per individuare gli esemplari di pregio, elementi come vetustà, dimensioni e valore estetico.
Secondo l’interrogazione, un albero con queste caratteristiche rappresenta «una presenza significativa nel contesto urbano» e la sua eventuale rimozione provocherebbe la perdita di «un patrimonio vegetale non immediatamente sostituibile con nuove piantumazioni».
Da qui una serie di domande precise. Se il cedro dovesse essere rimosso, quali ragioni tecniche e progettuali impedirebbero di conservarlo? È stata valutata una modifica delle sistemazioni esterne previste dal progetto pur di lasciarlo nella sua sede? E, soprattutto, esiste un piano B?
L’ipotesi del grande trapianto
Nel caso in cui la permanenza risultasse tecnicamente impossibile, i consiglieri chiedono se sia stata esaminata, attraverso una specifica analisi arboricolturale, la possibilità di procedere al grande trapianto, trasferendo il cedro in un’altra area idonea.
L’interrogazione domanda infine se siano già state effettuate verifiche agronomiche o arboricolturali sullo stato vegetativo, la stabilità, l’età e il valore dell’esemplare, e quali siano eventualmente i risultati.
La raccolta firme aveva acceso i riflettori su quel gigante verde. Ora la questione cambia livello: prima che ruspe e progetto decidano il destino del cedro, Voce Comune chiede al Comune di mettere nero su bianco se esista ancora una strada per salvarlo. (n.f.)










