Il dinamismo di un cane al guinzaglio

RedazioneRedazione08/12/20203min713
Giacomo_balla

« Nel groviglio delle tendenze avanguardiste, siano esse semifuturiste, o futuriste, domina il colore. Deve dominare il colore poiché privilegio tipico del genere italiano. (Manifesto del colore, Giacomo Balla, 1918)

Mi chiamo Giacomo Balla e di me dicono molto - forse troppo - anche perché si sa che la gente con più si annoia, più parla. Così, nonostante sia morto nel cinquantotto, la gente guarda le mie opere e continua a parlare - parla parla parla parla parla parla parla parla parla par-la-la-la-la un lallìo continuo che sfocia in uno sfacelo di voci sfasciate: mi danno del fascista, ed è forse questo che meno mi piace.
I fascisti mi piacciono, intendiamoci, e con loro pure il Duce: l'Italia la Patria (con la P maiuscola e il tricolore) e le divisioni di razze - sono un po' come la tavolozza dei colori: senza di esse sarebbe tutto marrone, forse violaceo e a tratti nero.
Come
     le
       camicie.
Sforziamoci di continuare: ho dipinto un cane.
Gerrrrrrrrmanico gerrrrrrrmano agrrrrressivo: un cane tedesco, un bassotto scuro e in piena attività - le zampe in movimento, la coda in aria, il muso nascosto dall'istante di foga. Ho dipinto un cane di razza ariana, aristocratico e impettito nel suo essere alsaziano.
La gente guarda il quadro e pensa "Oh, toh! Balla."
Dicono il mio nome guardando un cane che cammina con otto zampe e cinquanta strati di coda e ne sono fiero.
Perchè a me le cose statiche non parlano (a differenza della gente), non dicono niente. Mi lasciano lì, a bocca asciutta, e non mi comunicano un bel fico.
Le cose che non si muovono non hanno colore.
Per questo sono dentro a quel quadro. Nel movimento dei passi del cane, nell'oscillazione della coda.
Nell'intenzione della razza.
La razza ariana? Puo' darsi.
Ma ci pensate? Che smacco avrei, se mi apprezzassero gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali. Un quadro di Balla nelle loro case - colorate, distorte, diverse, sbagliate - così lontane dal rigore del fascio.
La gente andrebbe in quegli appartamenti e direbbe "Oh, toh! Balla."
E allora tutto questo casino? Quella gente che parla-la-la-la-la-la-là (dove i colori sono dati solo dalle camicie) potrebbe mai andare d'accordo con quella che parla qua-qua-qua-qua-qua?
E se avessimo sbagliato tutto?
Da brivido.

Roberta Nina Bianchin – autrice, sul web www.robertaninabianchin.it ma anche www.robertaninabianchin.com

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