I presenti e i mancati

Redazione02/08/20233min
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"Devo passare a ritirare un paio di riviste, è un problema?"
"Ci mancherebbe, sarà una cosa da un istante -che problema c'è? Andiamo."
"So che siamo sempre incasinati tra lavoro e bambini, i minuti contati li sento addosso anch'io sai? È che mi interessano per Elwood, sono riviste di astronomia."
Gli sorrido, gli prendo la mano. È calda, morbida e rilassata nonostante l'altra stia fissa sul volante. La porto alla bocca e la bacio.
"Sei un bravo papà..."
Lui sorride, un velo di malinconia.
"È che mi hanno insegnato bene."
Ferma la macchina allo stop, sulla destra c'è l'appartamento in cui la proprietaria ci consegnerà le riviste. Nemmeno parcheggiamo, sarà una questione di minuti.
Una bella signora ci accoglie sulla porta e ci fa entrare.
La casa è ampia, i volumi accoglienti, l'arredamento che rimane è classico e di buon gusto.
"Abbiamo venduto casa, dobbiamo svuotare tutto...accomodatevi qui a sinistra, era lo studio di papà."
Entriamo in una stanza in cui il cuore si ferma.
Alle pareti, libri allineati e ordinati con precisione e rigore, quadri e fotografie di arei militari, planetari e mappe stellari - un piccolo mondo racchiuso tra quattro muri nascosti dai dorsi di copertina.
Il profumo della carta è intenso e vibrante, ne sono letteralmente invasa.
"Prendete ciò che volete" -la proprietaria dell'appartamento allarga le braccia- "Sono cose che a noi non servono, erano di papà."
Ed è allora che penso a noi, all'essere umano e al suo ciclo vitale.
Penso a chi se ne va lasciando dietro una stanza piena di libri amati e rispettati, un nido in cui ritirarsi ogni sera a respirare quel profumo familiare e confortante, la voce dei propri figli che si incrina lievemente nel pronunciare che non c'è più, e penso a chi se n'è andato lasciando sì dietro solo pochi maglioni e qualche paio di scarpe, ma anche un figlio in grado di amare i propri bambini pensando sempre a loro - calibrando i propri passi in misura dei loro.
Gli stringo la mano mentre passa il dito sui dorsi dei libri, e so che li leggeranno insieme, i padri coi figli, i presenti con i mancati, in un cerchio che si chiude nel modo più giusto: infinito.

 



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