Fili

Rubrica13/07/20222min442
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Caro Neve, oggi i bambini ti hanno rovesciato addosso del sugo di coniglio e così, dopo averti lavato per bene, mi sono messa ad asciugarti col phon ripensando a noi due e alla nostra relazione. (col beneplacito di Vasco)
Dieci anni quest’anno, vecchio mio.
Non è mica poco, per un orsetto di pezza.
E, francamente, nemmeno per una mamma.
Siamo ricuciti e pieni di strappi tutti e due, tenuti insieme da fili messi lì da mani amorevoli mentre piene di buone intenzioni confidano sulla nostra vecchiaia.
E sulla nostra capacità di resistere agli strappi.
Alle cadute, anche, e agli scossoni inevitabili della vita.
E mentre ero lì che ti passavo il phon Parlux verde mela sotto al musino, ho accarezzato i tuoi occhietti di plastica e ci ho rivisto dentro tutte le mie lotte… Le terapie ormonali per avere dei bambini…
Ovuli-ovociti-eritrociti-emazie-midispiacenonc’èbattito-arrivederciegrazie.
E ho avuto un singhiozzo.
Siamo passati sopra a tutto quello, qualche strappo, qualche brutta cucitura.
Ma ce l’abbiamo fatta.
We are the champions, Neve.
Siamo passati sopra anche a qualche botta, qualche disgraziata serata appesa a un filo – ben diverso da quelli che ci hanno salvato e ci tengono ancora insieme.
L’ abbiamo superata.
E, tra un pianto e l’altro, tra uno strappo e un taglio, sai cos’altro ci accomuna, ragazzo mio?
Qualcuno ci ha sempre ricucito.
Tu, come me, hai persino le cuciture sul pancino.
Siamo gemelli, Nevino.
Separati alla nascita, e ora uniti per sempre grazie ai fili più resistenti del mondo.
Fili-figli.
I migliori.
Alle migliori marche di filati gli mangiamo in testa, noi due vecchie guardie.
Ti voglio bene, Neve.
Gli voglio bene, Neve.
Mi voglio bene.

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