
Non si placa la polemica sulla decisione della Giunta comunale di Arco di non partecipare alle cerimonie di premiazione dei Campionati mondiali giovanili di arrampicata, in segno di protesta per la presenza della delegazione israeliana. Dopo le prese di posizione favorevoli espresse da BDS Trentino e dal Collettivo “La Sarca dal Basso”, arriva ora la dura critica del consigliere provinciale di Forza Italia Claudio Cia.
Secondo Cia, la scelta dell’Amministrazione comunale non può essere considerata corretta, sia per il contesto nel quale è stata attuata sia per il messaggio trasmesso.
Pur riconoscendo il diritto delle associazioni e dei movimenti di promuovere campagne di boicottaggio, il consigliere sottolinea come un’Amministrazione comunale abbia un ruolo diverso. “Una Giunta – afferma – rappresenta l’intera comunità e non può comportarsi come un collettivo militante, assumendo posizioni che non sono necessariamente condivise da tutti i cittadini”.
Cia contesta anche l’argomentazione secondo cui la protesta sarebbe stata rivolta esclusivamente alle istituzioni israeliane e non agli atleti. A suo giudizio, durante la cerimonia erano presenti soltanto giovani sportivi regolarmente ammessi alla competizione e non rappresentanti del Governo israeliano o della Federazione internazionale. Di conseguenza, sostiene, il messaggio della protesta è ricaduto proprio sui ragazzi che salivano sul podio.
Nel comunicato il consigliere osserva inoltre che se l’intenzione era contestare le scelte della Federazione internazionale l’amministrazione avrebbe potuto rivolgersi direttamente agli organismi competenti anziché manifestare il dissenso durante una premiazione.
Un altro passaggio riguarda il tema dello “sportswashing”. Secondo Cia attribuire automaticamente agli atleti il ruolo di strumenti politici dei rispettivi Stati rischierebbe di compromettere il senso stesso delle competizioni internazionali. “Applicando questo criterio – sostiene – ben pochi Paesi supererebbero un esame politico, storico o militare”.
Il consigliere respinge anche il paragone con il boicottaggio sportivo del Sudafrica durante il regime dell’apartheid, evidenziando come quelle decisioni fossero state adottate dagli organismi sportivi internazionali attraverso regole condivise e non da una singola amministrazione locale nel corso di una cerimonia ufficiale.
Infine Cia richiama il ruolo di Arco come località a forte vocazione turistica e internazionale. A suo avviso l’accoglienza istituzionale non dovrebbe dipendere dalla nazionalità degli ospiti e una manifestazione sportiva giovanile non dovrebbe trasformarsi in un terreno di scontro politico.
“La pace – conclude – non si costruisce scegliendo quali giovani meritino una premiazione e quali debbano diventare il bersaglio simbolico di una protesta. Si costruisce rifiutando le generalizzazioni e le responsabilità collettive”. Per queste ragioni, il consigliere provinciale definisce la decisione della Giunta di Arco “sbagliata, inopportuna e profondamente diseducativa”.