Articolo pubblicato il: 20/03/2026 alle 08:49
La Busa - Circonvallazione di Torbole e UF3: interrogazione di Calzà (PD) su impatti, costi e scelte progettuali
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Economia, Notizie, Politica

 

Un’opera strategica per la viabilità dell’Alto Garda, ma ancora circondata da interrogativi su impatti ambientali, consumo di suolo e coerenza progettuale. È questo il quadro delineato dalla consigliera provinciale altogardesana Michela Calzà (PD), che ha presentato al presidente del Consiglio Claudio Soini un’interrogazione a risposta scritta sulla circonvallazione di Torbole e sul collegamento con l’unità funzionale 3 (UF3) della Loppio–Busa.
Al centro dell’atto ispettivo, l’esigenza di maggiore chiarezza e trasparenza su un sistema infrastrutturale complesso, che insiste su un territorio già fortemente antropizzato e caratterizzato da aree agricole di pregio. Calzà richiama il principio del “minimo consumo di suolo”, chiedendo che progettazione e cantierizzazione privilegino, ove possibile, aree già urbanizzate o compromesse, limitando l’impatto su vigneti e colture specializzate.
Uno dei nodi principali riguarda la coerenza tra le diverse opere in programma.

 

 

Dalla documentazione dell’UF3 emerge infatti che la rotatoria prevista in località Maza – punto nevralgico del tracciato – sarebbe configurata con tre soli innesti, senza contemplare il collegamento con la futura circonvallazione di Torbole. Una scelta che, secondo la consigliera, rischia di compromettere l’integrazione tra le infrastrutture e di precludere soluzioni alternative, come l’ipotesi C1/C2 (Cretaccio–Conca d’Oro), sostenuta anche da una petizione popolare con oltre 800 firme.
Proprio questa proposta alternativa, più costosa (224 milioni contro i 180 dell’opzione attuale), viene indicata da ampie fasce del tessuto economico locale come preferibile per minore impatto ambientale, migliore fluidità del traffico e maggiore tutela delle colture tipiche, come il broccolo di Torbole. La consigliera dem Calzà chiede quindi se sia corretto orientare la scelta esclusivamente sul differenziale economico, senza una valutazione comparativa completa su flussi di traffico, consumo di suolo e benefici complessivi.
L’interrogazione entra nel dettaglio anche delle ricadute sul comparto agricolo.
Agricoltori e rappresentanze di categoria chiedono infatti di evitare espropri e occupazioni temporanee su vigneti in produzione, privilegiando terreni meno pregiati.
Tra le proposte: avvicinare il tracciato all’argine del Sarca, ridurre l’impatto delle rotatorie e limitare l’allargamento di alcune arterie, come via Sabbioni e via Aldo Moro, dove sarebbe previsto anche spazio per nuove piste ciclabili con ulteriori occupazioni di suolo.
Particolare attenzione viene posta anche alla rotatoria del Cretaccio, che avrebbe un’impronta significativa (circa 6.000 metri quadrati) e potrebbe vincolare le scelte future, imponendo ulteriori opere come un nuovo ponte sul Sarca o una nuova rotatoria in zona Linfano.
Infine, la consigliera dem Calzà solleva questioni legate ai tempi e alla gestione amministrativa: dalla definizione del cronoprogramma per la variante di Torbole al pagamento delle indennità ancora pendenti per occupazioni temporanee risalenti a oltre otto anni fa.
L’interrogazione chiama ora la Provincia a fornire risposte puntuali su scelte tecniche, impatti territoriali e prospettive future di un’opera ritenuta strategica, ma che continua a suscitare dibattito tra istituzioni, cittadini e categorie economiche.
(n.f.)

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Data e ora di stampa: 20/03/2026 12:24
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