
La polemica sulla nuova viabilità di San Tomaso si infiamma ulteriormente. Dopo la raccolta di oltre 500 firme promossa dal centrodestra contro l’obbligo di svolta a destra introdotto dal Comune di Riva del Garda, arriva ora la dura replica della consigliera comunale di maggioranza Loredana Mascaro, presidente della Commissione Mobilità e Ambiente e rappresentante di Campobase – Noi per Riva.
Un intervento politico molto duro, affidato a un lungo post social e poi rilanciato direttamente alla redazione de La Busa online, nel quale Mascaro accusa apertamente parte delle opposizioni di “opportunismo” e di avere “memoria corta” sui grandi temi viabilistici degli ultimi anni.
“Oltre 500 firme contro un divieto di svolta richiesto dai residenti di San Tomaso. Bene”, scrive la consigliera. “Ma permettetemi una domanda semplice: dov’erano tutti questi paladini della viabilità quando noi, a Varone, abbiamo raccolto 1812 firme contro una sperimentazione che ha messo in ginocchio un’intera frazione per 15 mesi?”.
Un passaggio che riporta al centro del dibattito la contestata sperimentazione viabilistica di Varone, tema che per mesi aveva acceso il confronto politico e cittadino.
Mascaro rivendica numeri e mobilitazione. “1812 firme. Settecento solo al primo incontro. Decine di mail, richieste di confronto, raccolte firme anche con la Provincia coinvolta, tre comuni interessati, trasporti pubblici in difficoltà, mezzi di emergenza costretti a rivedere i percorsi o viaggiare contromano, residenti esasperati. E una sola risposta: silenzio”.
Parole molto nette, accompagnate da un’accusa precisa: quella di utilizzare oggi il caso San Tomaso come terreno di battaglia politica, dimenticando però quanto avvenuto negli anni scorsi.
“Quella sperimentazione – imposta senza ascolto – ha creato disagi enormi, documentati, ripetuti, ignorati”, attacca Mascaro.
Secondo la consigliera, la situazione di San Tomaso sarebbe profondamente diversa. “Un intervento chiesto dai residenti, alcuni dei quali proponevano addirittura una ZTL”. E ancora: “Una scelta fatta su quattro soluzioni proposte e tre incontri con i residenti. Nessuna decisione calata dall’alto”.
Da qui l’affondo politico contro le opposizioni di centrodestra. “A Varone siamo stati messi in croce per oltre un anno. A San Tomaso invece si grida allo scandalo per un provvedimento minimo, reversibile e condiviso con chi lì ci vive”.
Nel suo intervento, Mascaro allarga poi il ragionamento ad altri grandi temi cittadini legati a petizioni e partecipazione pubblica.
Ricorda infatti le 27.043 firme raccolte sul Parco Miralago, “mai discusse e mai calendarizzate”, le 2.855 firme sull’area ex Cattoi, “anche queste ignorate”, e le 402 firme per chiedere un Consiglio comunale sulla ciclovia, che – sostiene – non sarebbero mai state prese in carico.
Non manca nemmeno un riferimento alla circonvallazione di Torbole. “Le stesse bandiere che oggi sventolano per un divieto di svolta ignorano e supportano un’opera strutturale che resterà sul territorio per sempre”, scrive.
Alla redazione de La Busa online, Mascaro ha poi aggiunto ulteriori parole cariche di amarezza personale e politica: “Stavolta sono davvero indignata. Al tempo ero la prima firmataria della petizione su Varone e la Santi dovrebbe solo tacere per pudore e rispetto”.
Uno sfogo che conferma quanto il tema della viabilità, a Riva del Garda, continui a rappresentare uno dei fronti politici più caldi e divisivi dell’intero mandato amministrativo.
(n.f.)