
Torna a farsi sentire una voce che conosce da vicino i principali dossier infrastrutturali del territorio. È quella dell’ingegner Pietro Matteotti, già assessore alle opere pubbliche del Comune di Riva del Garda nell’ultima amministrazione guidata dall’ex sindaco Cristina Santi.
L’intervento riguarda il tema più dibattuto degli ultimi mesi: la futura Variante di Torbole. E la posizione di Matteotti è netta. L’ex assessore si schiera apertamente a favore della cosiddetta soluzione D, con sbocco al Linfano, bocciando invece la soluzione C sostenuta da numerosi amministratori locali e da diverse categorie economiche dell’Alto Garda.
«La soluzione C caldeggiata in primis dagli attuali sindaci di Arco e Riva è irragionevole e sicuramente poco funzionale», afferma Matteotti. Secondo l’ingegnere, il percorso ipotizzato non risponderebbe alle reali esigenze di chi si muove quotidianamente tra la Conca d’Oro, Torbole, Riva del Garda e Arco.
«Non vi è alcun motivo per chi va o viene dalla Conca d’Oro di infilarsi in un tunnel, salire fino all’ex discarica e ridiscendere al Cretaccio per poi proseguire verso Riva o Arco», osserva. Una configurazione che, a suo giudizio, finirebbe per lasciare invariato uno dei problemi principali: il passaggio dei veicoli attraverso il centro abitato di Torbole.
Per questo Matteotti rilancia la proposta che prevede il collegamento tra la Conca d’Oro e il Linfano, ritenendola «la scelta giusta sia dal punto di vista tecnico che funzionale». Una soluzione che, secondo l’ex assessore, dovrebbe essere accompagnata anche dal potenziamento della statale 240 tra il Linfano e il Cretaccio, nodo strategico di raccordo con la futura Loppio-Busa, la strada di San Sebastiano e le circonvallazioni di Arco e Riva.
Da qui l’appello diretto al governatore trentino. «Consiglierei al presidente Fugatti di prendere in mano la situazione e dare un vero impulso all’opera senza se e senza ma», afferma Matteotti, chiedendo di accelerare sia sulla Variante di Torbole sia sul completamento della Loppio-Busa.
Nel suo intervento richiama anche alcune scelte infrastrutturali del passato, ricordando la mancata realizzazione degli svincoli tra la circonvallazione ovest di Riva e via Ballino. «Erano previsti e finanziati dalla Provincia, ma furono eliminati. Oggi tutti chiedono di realizzarli», sottolinea, indicando quella decisione come un errore che il territorio sta ancora pagando.
L’ex assessore conclude allargando il ragionamento alle grandi opere strategiche dell’Alto Garda. «Sono convinto che le opere di competenza provinciale approvate da un’amministrazione locale non possano e non debbano essere bloccate dall’amministrazione subentrante». Un principio che, secondo Matteotti, dovrebbe valere non solo per la Variante di Torbole ma anche per altre infrastrutture strategiche, a partire dalla Ciclovia del Garda.
(n.f.)